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Capodimonte - Fabrizio Carvone, dirigente medico degli Allievi della Viterbese calcio, ha soccorso il ragazzo in attesa dell'ambulanza

16enne perde i sensi dopo scontro di gioco, salvato in extremis

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Il dirigente accompagnatore degli allievi della Viterbese, Fabrizio Carvone

Il dirigente accompagnatore degli allievi della Viterbese, Fabrizio Carvone

Capodimonte – 16enne perde i sensi dopo scontro di gioco, salvato in extremis.

Il settore giovanile Allievi della Viterbese calcio era in campo sabato pomeriggio contro i ragazzi della squadra di Civitavecchia. La partita era quasi finita quando in uno scontro aereo di gioco un 16enne della formazione romana è caduto a terra dopo un forte colpo alla testa.

Il ragazzo ha subito perso conoscenza e sul lato destra della sua fronte si è formato un grosso ematoma. In pochi minuti è stato chiaro a tutti che non si trattava di un comune infortunio, ma di qualcosa di più preoccupante.

Tra il gruppo di calciatori e dirigenti che si erano avvicinati al ragazzo a terra si è fatto largo Fabrizio Carvone, dirigente accompagnatore degli Allievi della Viterbese che, in quel match, stava facendo il guardialinee a supporto dell’arbitro.

Carvone, militare di professione e con qualche esperienza nel soccorso a persona, si è avvicinato al 16enne cercando di capire con più precisione cosa gli fosse successo.

“Aveva la mascella serrata, gli occhi chiusi ed era pallido in volto – racconta Carvone -. Le sue condizioni facevano pensare tutte a un arresto respiratorio. Non c’era tempo da perdere. Bisognava fare qualcosa nell’attesa che arrivasse l’ambulanza”.

A supportare Carvone nel soccorso al giovanissimo calciatore si sono dati da fare anche il massaggiatore gialloblù Simone Moretti, l’allenatore Marco Crisostomi e il suo vice Paolo Livi.

“In quei casi, non serve neanche dirlo, i colori della maglia che si indossa non contano nulla – prosegue Carvone -. Lo staff del Civitavecchia era forse meno preparato a situazioni del genere e quindi ci hanno lasciato campo libero visto che si rendevano conto che avevamo maggiore competenza. Io mi sono avvicinato al ragazzo e insieme agli altri gli ho aperto la bocca. Quella era la cosa fondamentale perché dovevamo fargli entrare l’aria nei polmoni per farlo respirare”.

Il rischio era che non riuscisse a riprendere i sensi. Da solo difficilmente ci sarebbe riuscito.

“Non è stato facile aprirgli la bocca – aggiunge – ma alla fine ce l’abbiamo fatta. L’ho messo sul fianco perché avrebbe potuto vomitare, ma non l’ha fatto. Il peggio era passato”.

Qualche minuto dopo è arrivata anche l’ambulanza che ha subito trasportato il ragazzo all’ospedale Belcolle dove è stato ricoverato e intubato.

“Le sue condizioni ora sembrano migliorare – conclude Carvone – anche se ieri quando lo siamo tornati a trovare ci hanno detto che il trauma cranico è di una certa entità e lui ancora ha fortissimi dolori di testa. Per fortuna però tutto è finito per il meglio. Spero, comunque, che questo episodio possa essere uno stimolo per tutte le società sportive giovanili, anche quelle dei livelli minori, di dotarsi di almeno una persona che sappia come agire in casi del genere. Il primo soccorso è fondamentale e può letteralmente salvare la vita”.


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3 giugno, 2014

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