Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il professore Tino e colleghi dell’università di Firenze e dell’isittuto nazionale di fisica nucleare (INFN) hanno costruito un interferometro atomico per lo studio della gravità, che offre errori minimi dello 0,015 per cento.
Il primo obiettivo è stato la misura di G. Newton (1642-1727) formula la legge di gravitazione ove appare G come costante di proporzionalità. Solo nel 1798 Cavendish determina con la sua bilancia un valore sperimentale di G=0,0000000000667384. Gli ultimi valori moderni danno un valore più basso G= 0,0000000000667259; ma sono troppi gli errori sistematici legati alla stessa tipologia di sperimentazione ottica-meccanica.
Ecco l’innovazione: atomi di rubidio alla temperatura di milionesimi di grado sopra lo zero assoluto lanciati verso l’alto nel vuoto con un fascio laser, e poi con masse di tungsteno ne viene modificata la gravità in una parte su 10 milioni, permettendo una precisa misura di G= 0,0000000000667191.
Eccezionale. Sono importanti anche le applicazioni tecnologiche come sensore di gravità in geofisica e come sensore inerziale in applicazioni spaziali.
Paolo Candy
Direttore osservatorio astronomico dei Cimini
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