Viterbo – L’oratorio come punto di riferimento dei ragazzi. Un posto in cui confrontarsi e crescere insieme.
E uno degli oratori più famosi di Viterbo, sacro cuore al Pilastro, oggi spegne 60 candeline.
La sua storia e le vicissitudini che lo hanno accompagnato sono state raccolte dal suo fondatore, don Angelo Massi, in un libro che è stato presentato ieri pomeriggio al comune.
Presenti all’incontro il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, il vescovo Lino Fumagalli, don Alfredo Cento, don Flavio Valeri, che ha moderato, don Ignazio Martelletto e lo stesso don Angelo Massi.
Tutti hanno ricordato l’importanza dell’oratorio nella crescita e nella formazione dei ragazzi e nei bei ricordi che lascia in loro.
“Il libro che ho scritto è dedicato ai ragazzi, soprattutto a quelli che corrono già nei campi azzurri del Paradiso. Ai nostri tempi non c’era un campo in cui giocare, c’era solo la strada e il terreno dove poi sarebbe sorto il Sacro Cuore”.
Dopo aver illustrato quella che è stata la nascita dell’oratorio del Pilastro, non senza fatica e tanta dedizione, don Massi ha ringraziato tutti colori che negli anni hanno collaborato e collaborano per far continuare questa realtà.
Ma il saluto più speciale don Angelo lo ha rivolto a Mario Prosperoni, amico fraterno del quale ha recentemente celebrato i funerali.
“Grazie a Prosperoni che è stato a lungo l’angelo custode dei nostri ragazzini”.
“E’ bello ricordare l’oratorio insieme a voi che ne avete fatto esperienza – afferma il vescovo Fumagalli -. Ma l’oratorio sarebbe più utile oggi che ieri, visto che i giovani stanno tutto il giorno davanti alla Playstation. Un’esperienza come l’oratorio, invece, è importante perché i ragazzi hanno bisogno di confrontarsi e crescere insieme”.
Ma l’oratorio oggi, deve essere anche istituzionale.
“L’oratorio non può essere gestito solo dal sacerdote, deve diventare una realtà istituzionale ed avere, appunto, il sostegno delle istituzioni”.
Un bel ricordo dei suoi anni passati all’oratorio dell’Ellera lo dà il sindaco Leonardo Michelini.
“Gli oratori creano legami saldi nel tempo – ha spiegato -. All’oratorio c’era contaminazione tra generazioni. I più grandi davano consigli, trasmettevano valori positivi e insegnamenti. E oggi il comune intende creare legami con le parrocchie.
E’ importante in questo senso riscoprire il senso della comunità e della condivisione di momenti insieme – ha continuato -. Le parrocchie negli anni 60 erano importantissime e i parroci davano questo insegnamento. L’insegnamento del senso della comunità, dello stare insieme”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY