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Caffeina - Il primo luglio il reading interattivo dal romanzo di Ettore Randazzo alle 21 al cortile di palazzo dei Priori

“E forse una condanna al silenzio”

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Caffeina

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Viterbo – “E forse una condanna al silenzio”.

Il prossimo primo luglio alle 21 al festival Caffeina di Viterbo all’interno del cortile del Palazzo dei Priori, in collaborazione con l’ordine degli avvocati di Viterbo, debutta lo spettacolo reading tratto dal romanzo “E forse una condazza al silenzio” di Ettore Randazzo, avvocato penalista ed ex presidente dell’unione delle camere penali italiane, che si occupa da tempo di deontologia forense che ha insegnato in diverse facoltà di giurisprudenza.

Protagonista di “E FORSE UNA CONDANNA AL SILENZIO” è il professore di lettere Franco Eremita (interpretato da Pascal La Delfa) autore di un saggio sulla lingua italiana considerato blasfemo’, vittima di una misura cautelare che gli vieta di parlare l’italiano fuori casa.

Il tema centrale del testo è quello di una giustizia incomprensibile e lontana dalla gente, che la considera “affare altrui”. Si mettono in luce le importanti ripercussioni che il processo può avere nella vita di una persona.

La forza dell’opera è, però, quella di offrire allo spettatore innumerevoli spunti di riflessione, riuscendo, attraverso la messa in scena e i suoi personaggi, a rendere concreti e visibili il motore e gli effetti della corruttibilità dell’essere umano, dell’ambizione quando varca il sottile confine che divide l’onestà dalla disonestà e il confine tra ciò che è concesso e quello che il rispetto per gli altri, nonché di noi stessi, dovrebbe farci considerare inammissibile.

Il tutto osservato sia dal punto di vista rigoroso dell’autorità giudiziaria, sia dal punto di vista più umano e a volte disperato di chi la giustizia la subisce proprio.

Nell’adattamento realizzato da Ettore Randazzo e Giulia Morello (che ne cura anche la regia) di “ E FORSE UNA CONDANNA AL SILENZIO ”, il testo si arricchisce ulteriormente, ponendo l’attenzione anche su quanto la nostra realtà e la nostra opinione possano essere condizionate dai mass media e dagli ormai frequentissimi processi mediatici che vengono svolti su qualunque fatto di cronaca e su quanto, parlando ancora di confini, sia labile quello tra informare sui fatti e porgere come tali una semplice ipotesi di accusa.

La figura dell’inviato speciale sarà interpretato dall’attore Cristiano Di Calisto.

La scelta di portare in scena il testo come reading deriva dalla volontà di non voler offrire al pubblico “distrazioni teatrali” che pongano una distanza tra lo spettatore e l’attore e di conseguenza una distanza dall’opera.

L’inserimento di un attore-voce narrante tra il pubblico serve a rendere questa distanza approssimativamente vicina allo zero, per poter riuscire a fare quello che ogni forma d’arte dovrebbe: non dare risposte ma porsi domande e rendere lo spettatore attivo, capace, attraverso il confronto, di contribuire con risposte proprie.

Il reading è stato pensato come interattivo, quindi nel corso di ogni data saranno chiamati a prendere parte attivamente allo spettacolo illustri esponenti del mondo della Giustizia e della Cultura.


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30 giugno, 2014

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