Bolsena – Riceviamo e pubblichiamo – Alcuni cittadini, proprietari di terreni fronte-lago, mi hanno segnalato, oggi 10 giugno intorno alle 9,30, la presenza di liquami nelle acque del lago nel tratto a circa un chilometro fuori l’abitato di Bolsena in direzione San Lorenzo Nuovo. Questa segnalazione, fattami in quanto capogruppo di minoranza al consiglio comunale di Bolsena, mi “offre” l’opportunità di intervenire sulla realtà del nostro lago che, mi permetto di ricordare, da almeno dieci anni ho segnalato ripetutamente nei vari aspetti ecologici e politici con articoli sui giornali.
La mia impressione è che in questi ultimi tempi la “questione lago di Bolsena” si sia fatta sempre più problematica in quanto, benché sia cresciuta l’attenzione mediatica per il tema, in realtà la tutela ambientale della risorsa idrica rappresentata dal bacino ha subito un dannoso stallo che si protrae ormai da alcuni anni.
Uno stallo causato da responsabilità politiche ben precise che sono da ricondurre agli “avvicendamenti” politici alla Regione Lazio, alle continue “crisi” dell’amministrazione provinciale di Viterbo, alla disputa ancora senza soluzione tra Comuni rivieraschi, Cobalb e Talete sulle quote per la depurazione, vicende che hanno lasciato trascorrere gli anni senza alcuna concreta iniziativa per affrontare con le idee chiare e con programmi seri la situazione.
Ritengo che la discussione sul lago di Bolsena debba ormai essere liberata dal “mare” di ipocrisia che da tempo la caratterizza. E’ utile ricordare il quadro della situazione che da almeno un paio d’anni denuncia l’Osservatorio per il lago di Bolsena: “depuratori privi di funzionalità, San Lorenzo Nuovo e Grotte di Castro versano i liquami nei fossi, smaltimento dell’anello circumlacuale molto ridotto e insufficiente per accogliere le acque reflue nella stagione estiva, niente scorte di pompe e altro materiale, 2,5 milioni di euro di debito, senza fondi per pagare i fornitori che ormai non fanno più credito”.
All’inizio dell’estate 2013, di fronte alla criticità della situazione, lo stesso Osservatorio scriveva: “L’unica strada percorribile nell’immediato sembra la richiesta di uno stanziamento ‘tampone’ di urgenza: di una piccola parte dei fondi per arginare l’inquinamento delle acque balneabili durante l’estate”. Siamo all’inizio dell’estate 2014 e siamo ancora una volta nella stessa condizione degli anni passati: da parte delle associazioni di cittadini si denuncia l’emergenza ambientale e da parte dei politici locali si chiedono soldi per fronteggiare l’emergenza.
Considerato ciò, credo che si debba uscire una volta per tutte da questo “emergenzialismo cronico” fronteggiato dal Cobalb e affrontare concretamente la “questione lago di Bolsena” nel suo complesso attuando in tempi brevi un approfondito lavoro di conoscenza della situazione reale e delle prospettive di gestione della risorsa idrica che il bacino rappresenta per giungere rapidamente ad un accordo di programma quadro che sia finalizzato alla tutela delle acque e alla gestione della risorsa idrica.
Per questo si deve quindi predisporre entro il 2014 un protocollo d’intesa per la riorganizzazione della depurazione civile del bacino del lago di Bolsena e, altrettanto in concreto, si deve fare per quanto riguarda la verifica progettale delle opere e il piano economico di gestione degli impianti (previsione di copertura dei costi e relative tariffe) che deve contenere anche un programma di interventi nel periodo di transizione necessario alla riorganizzazione dell’intero sistema di depurazione e gestione del bacino idrografico.
In merito è bene ricordare che dai primi del maggio scorso è entrata in vigore la legge regionale n. 5 che contiene “le disposizioni con cui deve essere governato il patrimonio idrico della Regione” e che stabilisce: “Per tutti i corpi idrici deve essere garantita la conservazione o il raggiungimento di uno stato di qualità vicino a quello naturale entro l’anno 2015, come previsto dalla direttiva 2000/60/CE, attraverso: a) il controllo e la regolazione degli scarichi idrici; b) l’uso corretto e razionale delle acque; c) l’uso corretto e razionale del territorio.”
Inoltre, l’articolo 5, che riguarda gli “Ambiti di bacino idrografico”, al comma primo stabilisce che: “Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione individua con apposita legge gli ambiti di bacino idrografico e, al fine di costituire formalmente le Autorità di detti ambiti, disciplina le forme e i modi della cooperazione fra gli enti locali e le modalità per l’organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato, costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.”
E’ quindi necessario, per tutti coloro che amministrano nei vari enti che hanno competenza sul lago di Bolsena, mettersi costruttivamente al lavoro e predisporre quanto necessario per non essere impreparati.
Antonio Quattranni
Capogruppo minoranza Comune di Bolsena
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