Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - In perfetto stile Braveheart Filippo Rossi replica al capogruppo Serra dall'iniziativa sulla cultura svoltasi in sala Regia alla presenza di Edoardo Sylos Labini e organizzata da Giulio Marini

“Mai nessuno mi dirà dove non andare a parlare”

di Paola Pierdomenico
Condividi la notizia:

Giulio Marini

Giulio Marini

Giulio Marini e Filippo Rossi

Giulio Marini e Filippo Rossi

Edoardo Sylos Labini

Edoardo Sylos Labini

Il tavolo

Il tavolo

Filippo Rossi

Filippo Rossi

Marcello Fiori

La sala del convegno

La sala del convegno

Paolo Mangniello

Paolo Manganiello

Viterbo – “Mai nessuno mi potrà dire dove non andare a parlare” (fotocronaca).

Lo sfondo non sarà stato quello dei suggestivi paesaggi della Scozia antica, ma la scena sembrava rievocare le parole recitate da Mel Gibson nel famoso film “Bravehart” con Filippo Rossi che, in perfetto stile William Wallace, ha replicato alle critiche di Francesco Serra sulla sua presenza all’iniziativa “Rinascimento culturale” organizzata ieri da Forza Italia nella sala Regia.

Il capogruppo Pd aveva definito “inopportuno e imbarazzante” l’atteggiamento di Rossi. Il direttore artistico di Caffeina non gliele ha mandate a dire.

“Ho fatto la mia avventura civica – ha detto Rossi – con una bella battaglia tosta contro Giulio. Sono stato e sono, però, un politico atipico, nel senso che, vado nei posti in cui mi invitano a parlare per dire le cose che penso. Ho provato a farlo anche qui per discutere di cose che non hanno colore e in cui metto la ma cultura e la mia storia. Non ci sarà mai nessuno che mi potrà dire dove non andare a parlare. Questo è certo”.

A spalleggiarlo anche Giulio Marini. “Ringrazio Filippo per questa decisione coraggiosa di partecipare al convegno”.

Archiviate le polemiche, si è passati al tema dell’incontro promosso da Giulio Marini. Sul tavolo, per discutere di cultura, Paolo Manganiello, Edoardo Sylos Labini, e Marcello Fiori. Ognuno, dal proprio punto di vista, ha provato a definire le linee di una politica culturale nazionale per il rilancio del settore.

Paolo Manganiello, responsabile del dipartimento culturale di Viterbo, ha insistito sul concetto di territorialità. “Le potenzialità della città sono inesauribili – ha detto Manganiello -. Da sette anni a questa parte, abbiamo creato iniziative culturali che sono diventate fondamentali. Inutile fare il nome di Caffeina. Le nostre bellezze storiche e architettoniche, ma anche le feste e le tradizioni con Santa Rosa sono una risorsa enorme. La crisi ha ridotto sensibilmente i fondi, ma la cultura può rinascere grazie allo spirito di condivisione. La programmazione deve essere intelligente, condivisa e coerente, coordinando appunto il contributo del pubblico e del privato”.

Chiaro per Manganiello il ruolo che devono avere le istituzioni. “L’amministrazione deve agevolare l’organizzazione delle iniziative, formare personale che monitori i fondi europei da investire in cultura e svecchiare la burocrazia. La politica culturale deve essere un’industria del territorio per farlo crescere e far crescere i suoi cittadini”. Ognuno deve sentirsi motore di questo meccanismo. “Partiamo dalle scuole, coinvolgendo i giovani in percorsi culturali professionalizzanti a partire dalla valorizzazione delle nostre radici. Creiamo campus scolastici nel centro storico o nelle vie più importanti per vivere la nostra cultura da dentro. Muovere la cultura verso il sociale è compito delle istituzioni”.

Quindi l’intervento di Edoardo Sylos Labini, responsabile nazionale del Dipartimento cultura di Forza Italia. “L’artista è un essere libero che va al di là della destra e della sinistra. Siamo il paese della bellezza e non ci sono colori. Ho deciso di intraprendere un percorso politico proprio per dare voce alla cultura, visto che la politica l’ha occupata. Lo stato deve tutelare, ma deve essere il privato a gestire i beni per rilanciare un settore che è per noi trainante. Aiutiamo chi investe in cultura con defiscalizzazioni e incentivi”.

Filippo Rossi ha affrontato la necessità di concretizzare le tante parole che si spendono per la cultura. “Lo Stato da solo non basta perché ci si infogna nella burocrazia e nel tornaconto politico – ha sostenuto Rossi -. Dare tutto ai privati non funziona comunque. L’investimento deve arrivare da una decisione pubblica, perché è ingiusto chiedere troppo ai privati. La politica ha l’obbligo di metterci la faccia e fare le scelte. Uno dei danni di oggi è la bandocrazia, per cui il politico delega tutto al bando regionale e non decide. La politica è parte integrante se non migliore della società. Troppe volte si parla del come e poco del cosa”.

La conclusione è toccata a Marcello Fiori, responsabile nazionale dei club Forza Italia e segretario generale del ministero delle Comunicazioni. “La cultura non può avere padroni e lo stato deve garantire il libero accesso ai beni. Il sistema italiano è paralizzato dalle soprintendenze. Il soprintendente è un dirigente di seconda fascia che sul suo territorio può bloccare un’opera pubblica, un piano regolatore o l’apertura di una finestra. E’ da modificare. Devono nascere imprese culturali in cui introdurre la cultura nel contesto più ampio delle potenzialità di un territorio. Le risorse ci sono – conclude Fiori -, basta solo saperle gestire”.

All’incontro erano presenti, tra gli altri, Giovanni Arena, il commissario Claudio Ubertini , il vice coordinatore provinciale Enrico Maria Contardo, Umberto Fusco e il consigliere di FondAzione Gianmaria Santucci.

Paola Pierdomenico 


Condividi la notizia:
21 giugno, 2014

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/