Viterbo – “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Così l’art. 32 della Costituzione Italiana, nel sancire la tutela della salute come ”diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, indica che la salute di ognuno è responsabilità e impegno di tutti, sia per il rispetto dovuto a tutti gli individui, sia perchè solo persone in salute potranno partecipare allo sviluppo e alla crescita della nostra società.
Ma questo principio fondamentale viene ai giorni nostri a scontrarsi, soprattutto nella parte che parla di gratuità, con la limitatezza delle risorse disponibili da parte dello Stato per garantire la salute di tutti: ticket per visite e medicinali, contributi per interventi di pronto soccorso, prestazioni a carico dell’utente sempre più evidenziano che per curarsi non si può essere poveri.
E d’altra parte la fascia della povertà si sta, negli ultimi anni , ampliando sempre più. La mancanza di lavoro per i giovani, la chiusura di tante aziende, la cassa integrazione, hanno spinto tante famiglie, abituate a vivere dignitosamente del proprio lavoro, sull’orlo di una povertà per la quale una minima spesa imprevista, come quella per una malattia o una cura, può risultare insostenibile.
E allora se la salute è interesse collettivo, per assicurarla ci vuole il coinvolgimento e l’impegno, uniti a senso di giustizia e solidarietà, di tutti.
Questo hanno pensato i volontari dell’Abc di Viterbo, che con la guida e l’impegno personale del dottor Sandro Marenzoni, hanno ideato, costruito e reso operativo il loro “Studio medico sociale”, inaugurato il primo febbraio di quest’anno.
Un progetto di volontariato che fornisce prestazioni professionali di alto livello senza chiedere nulla, rivolto a coloro per i quali curarsi è diventato un lusso.
Ma ciò che vuole offrire lo studio medico, per il quale è stato scelto non a caso il nome di “Gente di cuore”, non sono solo apparecchiature specialistiche e competenze professionali di alto livello gratis: lo studio deve diventare un punto di riferimento per tutti coloro che hanno difficoltà economiche per curarsi, dove trovare aiuto, consigli e soprattutto amicizia e solidarietà, perché la prima cura è sempre non sentirsi soli nella malattia.
In questi primi mesi, anche grazie alla mediazione della Caritas, hanno cominciato a rivolgersi allo studio le prime persone, ma è importante che l’iniziativa venga resa nota a tutti e giunga a tutti quelli che ne hanno bisogno e diritto.
Ci si può rivolgere allo studio medico sociale, o attraverso medici di famiglia, Caritas e servizi sociali, o direttamente attraverso l’associazione Abc di Viterbo, con sede in Via Fontanella del Suffragio n 34. Tel. 348/3924002 – 0761.305541 .
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