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Viterbo - Intervista a Radio 24 di Ugo Sposetti (Pd) - Il rapporto con il premier, l'ultima campagna elettorale e il suo futuro in Parlamento

“Non sono renziano, sono sposettiano…”

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Ugo Sposetti

Ugo Sposetti

Viterbo – “E’ la mia ultima legislatura? Vedremo…”.

Il Senato per Ugo Sposetti doveva essere il coronamento di una lunga carriera politica, almeno a livello parlamentare. Anche perché, la sua è già stata una candidatura in deroga, avendo superato il limite dei mandati imposto dal Pd.

Invece, intervistato da Radio 24 alla trasmissione La Zanzara, lascia intendere che ad appendere al chiodo il badge di palazzo Madama, al momento non ci pensa.

Sollecitato, ripercorre la campagna elettorale per le Europee. “Gli ultimi dieci giorni – ricorda Sposetti – Grillo ne ha combinate di tutti i colori, è andato pure a parlare di Berlinguer e quello non si può fare.

Ma Renzi è stato bravo. Quando Grillo ha parlato di Berlinguer, il presidente del consiglio a piazza del Popolo ha subito detto: giù le mani da Berlinguer. Tutti quelli che a sinistra avevano mal di pancia sono andati a votare”.

Mal di pancia che non ha toccato Sposetti: “Io non ce l’avevo, ho fatto la campagna elettorale ed ero molto stanco”.

Il conduttore, Giuseppe Cruciani, lo stuzzica. Pure lui è salito sul carro dei renziani. “No, no, no no, non dite stupidaggini. Ascoltate bene una cosa: la sinistra è stata storicamente sempre con il segretario, come la chiesa sta con il papa. Prima tutti erano con Ratzinger, poi è arrivato Francesco e tutti stanno con Francesco.

Il partito è come la chiesa. Si sta con il segretario. Punto”.

Però, fanno notare da studio, su Renzi Sposetti ne ha dette di tutti i colori: “Quando c’è la battaglia si fa la battaglia, oggi è il mio segretario, il mio presidente del consiglio, punto. Non sono renziano, io sto con una corrente in cui sono solo. Solo io. In Italia non ci sono sposettiani, sono unico.

A piazza del Popolo ha salutato chiamandoci compagni e amici. Eravamo tanti. Va benissimo se ci chiama compagni è una parola bella”.

Da sposettiano come valuta la campagna elettorale di Renzi? “E’ stata anomala. I competitor si davano dell’evasore fiscale l’un l’altro, poi uno (Berlusconi), parlava da casa perché non poteva uscire. L’altro (Grillo), che negli ultimi giorni mi sembrava un po’ suonato.

Io su Grillo ho sempre distinto il comico – politico e i giovani, chi ha creduto in questo movimento. Dopo un anno di vita parlamentare, un terzo dell’elettorato li ha abbandonati. Grillo l’ho sempre apprezzato come un bravo comico, ha fatto tante feste dell’Unità. Ognuno deve fare il suo mestiere, perché se tutti facciamo tutto, non va bene”.

Una domanda c’è pure su Greganti. “Non lo conoscevo prima di cominciare a fare il tesoriere Ds, quindici anni fa. L’ho visto solo un paio di volte e gli ho consigliato di stare lontano dai giornalisti, cinque sei anni fa.

Se l’avessi visto al Senato gli avrei consigliato di stare alla larga. Non ci ho mai lavorato, conosco quello che mi hanno raccontato. E’ uno che quando ha sbagliato ha pagato”.

Sembrerebbe che abbia sbagliato di nuovo… “Oggi? Cercava di lavorare, secondo me. Non so niente di lui o di altri, cercava probabilmente di sbarcare il lunario. Chi lo conosce bene, mi dice che aveva problemi a mettere insieme il pranzo con la cena. In queste situazioni si possono combinare pasticci. Aspettiamo, non mi pare che ci siano gravi reati”.


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4 giugno, 2014

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