Roma – “Uno Stato che dimentica o rinvia i diritti della famiglia e i doveri verso di essa mettendone in discussione la dignità e la sopravvivenza non è uno Stato moderno, ma incivile che ha paura del proprio futuro”.
Così l’ex ministro Giuseppe Fioroni in un’intervista sul Tempo riguardo l’apertura del premier Renzi alle nozze gay. Il testo di legge è pronto e verrà presentato a settembre.
Gli omosessualli avranno gli stessi diritti di una coppia sposata, esclusa la possibilità di adozione. Saranno garantiti i diritti alla reversibilità, alla successione e ai bandi per le case popolari.
Sono previsti, invece, patti di convivenza per le unioni civili eterosessuali.
La questione, secondo l’ex ministro, va affrontata insieme a quella della tutela della famiglia.
“In questo quadro – spiega Fioroni – non c’è dubbio che regolamentare i diritti delle coppie di fatto dal punto di vista del diritto privato e civile rappresenta una forma di civiltà e di diritto conquistato. Se questa è la forma ben venga, ma né prima né dopo aver tutelato la famiglia. Tutto si tiene, ma solo se si fa insieme”.
E ancora.
“Credo che la famiglia italiana – insiste Fioroni -, al di là della tipologia, abbia un minimo comune denominatore rappresentato da alcuni elementi di criticità. Elementi comuni a tutti, problemi ineludibili. Le giovani coppie hanno bisogno di guardare al futuro con gli occhi della speranza, vorrebbero certificata la possibilità di avere una casa, un lavoro, dei figli. Oggi tutto ciò è un lusso. Il futuro gli è stato strappato, non è una certezza”.
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