Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Crediamo sia giusto intervenire, sia pur nostro malgrado, nella polemica che si è malauguratamente aperta dopo il voto alle elezioni europee, e di cui il partito democratico affatto bisogno, dato che dimostra appunto – esattamente – una incapacità di comprendere che i cittadini che ci hanno concesso questa immensa fiducia chiedono di cambiare il Paese, e di cambiarlo in modo progressista, non di perdersi nelle polemiche della vecchia politica.
Invece, siamo ancora una volta stati costretti a leggere di complicati e incomprensibili bizantinismi su chi sia poco più o poco meno moderato, quando se c’è una caratteristica che il partito democratico della segreteria Renzi ha è quello di non essere moderato: nelle ambizioni, nelle convinzioni e nella prassi politica di partito e di governo.
E, poi, i soliti ragionamenti privi di senso su chi abbia avuto più o meno preferenze, e cosa questo significa… quando è analisi politica elementare comprendere che i cittadini hanno votato il partito e il progetto di rinnovamento del partito che Renzi ha imposto al congresso, tanto è vero che le preferenze espresse sono una parte minima del voto.
Per finire con considerazioni paradossali sul senso e il destino della sinistra italiana, senza comprendere, anche in questo caso, ciò che è evidente: questo partito femocratico sta ricostruendo in Italia una sinistra progressista che sia finalmente liberal – socialista; e proprio per questo ottiene finalmente consenso.
Che è l’esatto contrario di un contenitore in cui ci sia tutto e il suo contrario; e, dunque, la scelta convinta di aderire alla famiglia socialista e democratica europea, così come una chiarezza di fondo sui temi dei diritti civili (tra cui anche il divorzio breve) sono specificamente il segno che di un rinnovato orgoglio progressista.
Ecco, avremmo preferito non alimentare polemiche che non servono al partito; ma crediamo, ora, anche che sia anche giusto dare ai cittadini il segno che nel partito democratico ci sono anche quelli che hanno voluto fortemente il cambiamento, sostenendo Renzi mentre tanti altri lo ostacolavano (pur legittimamente), e ne facevano assai spesso oggetto di ironia.
Vogliamo dire che anche in questa terra, finalmente, è arrivato il momento di costruire una nuova sinistra liberale e socialista, che stia tra la gente, la smetta di essere ossessionata dalla “moderazione”, e si occupi di far star meglio i cittadini (per quanto può), partecipando alla vita del partito, anziché continuare a contare ogni volta le preferenze, le tessere, i posti occupati, finanche nei consigli di circoscrizione.
Chi non lo comprende, non sarà rottamato dal Partito, o nel Partito; sarà, semplicemente, superato dalla storia.
Piazza democratica
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