Soriano nel Cimino – Smuovere le acque, sia detto senza ironia, non è servito. Due riunioni della commissione Affari generali, il 4 aprile e il 9 maggio, disponibilità a lavorare insieme per risolvere il problema della piscina comunale, un bene ormai inutilizzato e sulla via della fatiscenza, non hanno portato a nessuna conclusione vera.
Nella seduta del 4 aprile il sindaco aveva annunciato che dopo Pasqua (il 20 aprile) o comunque entro la fine dello stesso mese (ma siamo ormai a giugno inoltrato), qualcosa si sarebbe mosso. Nulla è accaduto.
Intanto i rovi intorno alla struttura continuano a crescere dando l’idea fisica dell’abbandono. Quando e se l’amministrazione comunale rientrerà in possesso della struttura, quanti e quali saranno i costi per una riattivazione?
Eravamo e siamo disponibili a collaborare, senza pregiudizi, per trovare soluzioni.
Ma gradiremmo, non per mera curiosità ma per tutelare un bene dei cittadini, finalmente e ufficialmente, avere delle risposte. Qual è lo stato dell’arte? È stata attivata la procedura di arbitrato per dirimere il rovello giuridico? Esiste una valutazione dei costi e un ipotesi di interventi per ripristinare la funzionalità degli impianti?
Queste risposte le vorremmo, infine, non per sterile polemica ma, appunto, per lavorare insieme nell’interesse dei cittadini. L’unica certezza che abbiamo, purtroppo, è che anche per questa stagione estiva la piscina comunale resterà chiusa. In questo caso le uniche acque che ci piacerebbe smuovere sono quelle di una Piscina di nuovo a disposizione dei cittadini.
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Soriano nel Cimino
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