Viterbo – “Ho trovato sterili le polemiche di alcuni operatori culturali che hanno annunciato ricorsi al Tar perché gli sono stati dati cinquecento euro per organizzare una caccia al tesoro che non so quale riscontro possa aver avuto per il territorio.
Associazioni che, oltretutto, per Natale hanno preso 5mila euro per organizzare non si sa bene cosa”. Alle dichiarazioni di Carlo Alibrandi, direttore organizzativo di Jazz Up, rilasciate alla conferenza stampa di presentazione, replica la presidente della Pro Loco Viterbo Irene Temperini.
“Leggo esterrefatta queste parole del per me sconosciuto direttore organizzativo del Jazz up Carlo Alibrandi – dice Temperini – e per la prima volta sento di intervenire, perché non capisco come si faccia a continuare a parlare di cultura in questi toni ed in questo modo, esaltando se stessi e denigrando il lavoro degli altri, affermando una dialettica che di culturale e di costruttivo ha davvero ben poco.
Come io non conosco la sua manifestazione e dunque non mi permetto assolutamente di giudicare il suo operato e i contributi accordati alle sue iniziative, non capisco come questo signore, che non conosco e che non ho mai visto partecipare alle nostre iniziative, possa esprimere tali giudizi sulle attività dell’associazione che rappresento, senza mai peraltro avere il coraggio di nominare”.
E sull’iniziativa mai realizzata Temperini chiarisce: “Premettendo che la caccia al tesoro non è stata fatta perché sul volantino dell’estate e del settembre viterbese erano stati sbagliati sia il luogo che i giorni che l’orario e abbiamo comunicato il giorno stesso della conferenza stampa che non l’avremmo svolta, e non abbiamo presentato (ovviamente) la rendicontazione.
Credo che ad Alibrandi, che già qualche settimana fa aveva fatto mostra di tutto il suo disprezzo per altre realtà culturali cittadine, manchi la conoscenza per poter parlare ed esprimere giudizi sulle cose in oggetto”.
Il presidente Pro Loco torna poi all’annunciato ricorso al Tar. “Diverse associazioni culturali faranno ricorso non per i cinquecento euro in più o in meno avuti, lettura strumentale e fuorviante, ma per affermare con forza un principio, che le cose così non vanno e per far giudicare da un arbitro esterno se sono state commesse delle illegittimità amministrative.
Mi dispiace che Alibrandi non sappia cosa abbiamo fatto a Natale, è un problema suo. Abbiamo realizzato un cartellone di eventi, rappresentati nell’aula consigliare del comune di Viterbo, in presenza di enti ed associazioni con cui abbiamo collaborato, tra cui Confartigianato, Centro missionario diocesano e Ausl di Viterbo, nonché dall’allora assessore alla cultura Barelli e dal vice sindaco Ciambella che ne hanno esaltato “l’alto valore sociale ed aggregativo” .
Capisco possano esser sfuggite ad Alibrandi le nostre iniziative. Come mi dispiace che l’estate viterbese si ritenga inizi stasera.
Anche a Viterbo è iniziata il 21 giugno, da calendario, e noi con la proloco abbiamo festeggiato il suo arrivo con un evento al quale hanno partecipato più di duecento persone.
Alibrandi non sa che la pro loco lavora tutto l’anno sul territorio, come tantissime altre realtà culturali, e che i contributi comunali per le associazioni senza fini di lucro costituiscono la minima parte delle attività svolte tutte l’anno. Detto ciò sono felice di poter rassicurare Alibrandi che la nostra associazione, non approvando questo stato di cose, continuerà a fare le cose in modo totalmente autonomo ed indipendente dalle istituzioni. In questo modo finalmente si vedrà chi davvero considera il comune un bancomat”.
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