Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In relazione all’articolo “Diseducativa la Poste Pay per i minorenni”, solo alcuni chiarimenti per definire i termini della vicenda, nella parte di nostra competenza.
Poste Italiane è fornitore del servizio e non trae alcun compenso diretto dal Miur. Infatti, come da bando di gara che Poste Italiane si è aggiudicato con affidamento a titolo gratuito, parte del ricavo delle possibili transazioni verrà devoluto al fondo al diritto allo studio.
“Io Studio” è una tessera distribuita dal ministero della Ricerca. Nella sua versione originaria era una carta che attestava lo status di studente e consentiva una serie di agevolazioni e di sconti per i possessori. Oggi, su esplicita richiesta, si può evolvere anche in una carta prepagata ricaricabile seguendo una procedura concordata con il Miur.
Non è una carta di credito. Una volta attivata i titolari della carta potranno disporre solo delle somme depositate, secondo i limiti di utilizzo previsti, e non di un plafond di spesa come invece accade per le normali carte di credito.
A tutela delle famiglie e degli studenti va aggiunto, inoltre, che la carta non consentirà di eseguire transazioni sui siti di giochi o scommesse online, nonché sui siti pornografici.
Poste Italiane
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