Viterbo – Un pianto a dirotto dopo il furto. “Ho tradito il Signore! Volevo fare il francescano!”, si è disperato davanti al giudice. Ma le lacrime di coccodrillo non gli hanno evitato l’arresto.
L’uomo, un 40enne di origini campane, era stato fermato domenica dai carabinieri. Aveva rubato un tablet del valore di 180 euro da un negozio di elettronica di un paese della provincia, staccando la placca antitaccheggio e nascondendolo sotto ai vestiti.
“Non volevo, ero con uno che mi ha convinto a farlo! Mi dispiace tanto!”, si è giustificato, tra mille singhiozzi, davanti al giudice Eugenio Turco. Con lui, in aula, è c’era anche il sacerdote che lo conosce da anni e lo ospita in parrocchia.
Il 40enne ha reciso da tempo i contatti con i familiari. In passato era seguito dai servizi sociali. Tutt’ora è costretto a prendere farmaci e non lavora. Sarebbe rimasto solo se il parroco non l’avesse preso con lui. “Si dà sempre da fare e partecipa alle attività della parrocchia. Purtroppo, stavolta si è trovato in questa situazione…”, ha spiegato il sacerdote al giudice, carezzando i capelli all’arrestato che, intanto, continuava a piangere come un bambino.
Una “bravata” che gli è costata una condanna a tre mesi e duecento euro di multa, da scontare ai domiciliari in parrocchia. Alle spalle, il 40enne ha precedenti per rapina e detenzione di armi.
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