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Politica - Massimiliano Bernini (M5s) deposita un'interrogazione parlamentare in cui chiede anche maggiori controlli

“Sversamenti nel Treja, il ministro si costituisca parte civile”

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Massimiliano Bernini

Massimiliano Bernini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Depositata alla Camera un’interrogazione riguardante lo sversamento di rifiuti tossici nel fiume Treja che chiede, oltre a maggiori controlli, che il ministro si costituisca parte civile.

Ha destato scalpore e sgomento la notizia di pochi giorni fa riguardante lo sversamento di liquami tossici nel fiume Treja.

Il fiume in questione, oltre ad essere un importante affluente del fiume Tevere, scorre attraverso il “Parco Regionale Valle del Treja” e grazie alla bellezza e all’unicità dei paesaggi che attraversa è, specie nel periodo estivo, meta abituale di molti turisti e abitanti del comprensorio.

Oltre a ciò, l’indotto legato al turismo ambientale del bacino del fiume Treja è un elemento fondamentale dell’economia locale dei comuni che ne vengono attraversati, avendo determinato nel corso degli anni, il fiorire di numerose attività agroturistiche e ricettive, nonché associazioni faunistiche ed enti di assistenza e di servizio per il turismo, caratterizzato quest’ultimo, da un flusso importante di visitatori provenienti da varie parti del mondo.

Per tutti questi motivi, come portavoce alla Camera dei Deputati per il M5S, ho depositato un’interrogazione parlamentare dove, oltre a chiedere il potenziamento dei controlli allo scopo di evitare il ripetersi di simili avvenimenti, auspico che da parte del ministro di competenza venga una netta presa di posizione, costituendosi parte civile nell’ambito del processo che ne verrà.

Bernini Massimiliano
Portavoce alla Camera dei Deputati M5S


Di seguito il testo dell’interrogazione:

MASSIMILIANO BERNINI, SPESSOTTO, BENEDETTI, PARENTELA, L’ABBATE e GAGNARLI. —Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

• il Treja, importante affluente del Tevere, è un fiume che scorre nelle province di Viterbo e Roma e attraversa nei territori dei Comuni di Mazzano Romano e Calcata, il parco «Parco Regionale Valle del Treja» istituito, originariamente con il nome di «Parco suburbano Valle del Treja», nel 1982;

• il fiume Treja e la forra che esso attraversa, per le bellezze paesaggistico ambientali che hanno carattere di unicità, è meta abituale di numerosi turisti e abitanti dei comprensori comunali che attraversa; 
durante la stagione estiva, a testimonianza della pulizia delle sue acque, da sempre i locali sono dediti ad immergersi e nuotare lungo il suo corso;

• per le ragioni sopraesposte, l’indotto legato al turismo ambientale del bacino del fiume Treja è un elemento fondamentale dell’economia locale dei comuni che ne vengono attraversati, avendo determinato nel corso degli anni, il fiorire di numerose attività agroturistiche e ricettive, nonché associazioni faunistiche ed enti di assistenza e di servizio per il turismo, caratterizzato quest’ultimo, da un flusso importante di visitatori provenienti da varie parti del mondo;

• l’equilibrio di un ecosistema fluviale, ivi compreso quello del fiume Treja, è estremamente delicato ed anche leggere perturbazioni di natura antropica possono generare alterazioni e squilibri difficilmente sanabili in un breve lasso di tempo o addirittura irreversibili;

• vari organi di stampa locale ed il sito ufficiale del «Parco Regionale Valle del Treja», riportano che nei giorni 10 ed 11 giugno 2014, nei pressi del comune di Civita Castellana è stato documentato uno sversamento di importante rilevanza che ha avvelenato l’ittiofauna del fiume Treja causando, secondo testimonianze documentate e avvalorate da foto pubblicate, la morte della «totalità» della fauna acquatica;

• il CFS di Civita Castellana (VT) in data 15 giugno 2014 ha individuato i presunti responsabili dell’avvelenamento del fiume Treja, denunciandoli per inquinamento ambientale e smaltimento illecito di liquami zootecnici nel corso d’acqua, di cui, anche lo stesso Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, potrebbe decidere di costituirsi parte civile;

• nel 2005 venne alla luce nel territorio del viterbese un importante traffico illecito di rifiuti tossici che coinvolse alcuni comuni, tra i quali anche quello di Civita Castellana e per questo, il 29 giugno 2005 vennero ascoltati in audizione nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, i sostituti procuratori della Repubblica presso il tribunale di Viterbo, responsabili del processo scaturito dall’inchiesta denominata «giro d’Italia» che confermarono la presenza di smaltimento fuori legge di rifiuti tossici.

• se sia al corrente dell’episodio avvenuto nei giorni 10 ed 11 giugno 2014 di cui in premessa e se intenda costituirsi parte civile nell’ambito del processo che ne verrà;

• quali iniziative urgenti per quanto di competenza intenda intraprendere, affinché simili fatti non abbiano più a verificarsi, anche potenziando i controlli volti a individuare e reprimere gli sversamenti illeciti di qualunque provenienza.


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27 giugno, 2014

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