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Vallerano - Ieri la cerimonia con la dedica di una targa alla presenza del consigliere regionale Enrico Panunzi

Ugo Rapiti e “il pane della speranza” dei partigiani

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Ugo Rapiti

Ugo Rapiti 

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

Il sindaco e il consigliere regionale Enrico Panunzi alla cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

La targa ad Ugo Rapiti nel cimitero di Vallerano

La targa ad Ugo Rapiti nel cimitero di Vallerano

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

La cerimonia in ricordo di Ugo Rapiti

Vallerano – L’amministrazione comunale in occasione della ricorrenza dei 70 anni dalla fine della guerra ha pensato di ricordare il suo vecchio sindaco Ugo Rapiti che a 19 anni si arruolò nelle bande partigiane della Toscana, per poi tornare in paese a guerra finita.

Oltre al sindaco Maurizio Gregori che ne ha illustrato la figura anche negli aspetti più familiari è intervenuto il consigliere regionale Enrico Panunzi che ha insistito di più sull’aspetto politico della sua vita. Infine alla presenza di numerosi presenti, è stata posta su di un ceppo una targa che recita così: “Un uomo con cui migliaia di partigiani e lavoratori hanno condiviso il pane della speranza”.

Ugo Rapiti, che ci ha lasciati quattro mesi fa, è senza dubbio, dopo i Farnese che dal 1536 per cento anni governarono Vallerano, tale periodo fu così fiorente per il paese da far sostituire lo stemma comunale del cavaliere su un cavallo con il Giglio farnesiano, lo storico sindaco di Vallerano, “zindico” come in dialetto affettuosamente viene identificato, che coprì questa carica ininterrottamente per 21 anni.

Nato il 16 settembre 1925, da bracciante agricolo, entra in amministrazione comunale nelle fila del Partito Comunista già nei primi anni ’50, ricopre varie cariche fino ad essere eletto sindaco nel 1955-1956.

Continua come sindacalista, che gli costerà anche l’arresto (tre mesi passati in carcere) per essersi schierato durante un comizio a Corchiano dalla parte dei braccianti che avevano occupato le terre dell’E.C.A (Ente Comunale di Assistenza), in parte ricadenti sul territorio di Vallerano. L’appoggio popolare si fece sentire, e fu indetta una manifestazione alla presenza dell’ex presidente dell’Assemblea Costituente, il senatore Umberto Terracini.

Eletto sindaco nel 1964, resterà alla guida del paese fino al 1985, grazie alla sua affabilità, all’onestà e al suo essere “uno del popolo”. Ugo Rapiti si è davvero prodigato per il paese, sotto la sua amministrazione sono state realizzate alcune opere d’importanza fondamentale per alla comunità, come la scuola elementare e media, la palestra, la piscina, e incrementato l’edilizia popolare.

Conosceva bene Giulio Carlo Argan, senatore e primo sindaco non democristiano di Roma, Luigi Petroselli, Ugo Vetere, Gian Carlo Pajetta, e tanti altri politici a livello nazionale molti dei quali portati a Vallerano in occasione di qualche campagna elettorale.

Fi inviato dal Partito Comunista a Pechino e a Mosca, dove parlò nella Piazza Rossa.

Mentre era sindaco, ricevette la visita del re Gustavo VI Adolfo di Svezia, che voleva intraprendere degli scavi archeologici nel territorio di Vallerano.

Le sue amicizie spaziavano, data la sua bonarietà intelligente, nel mondo culturale. Era in buoni rapporti con Pier Paolo Pasolini tanto che lo accompagnò dal sindaco di Soriano per acquistare la Torre di Chia, con Libero Bigiaretti, che negli anni ’70 comprò la casa di Corrado Alvaro. Ed è proprio con lo scrittore calabrese che Rapiti ebbe un rapporto di profonda stima ed amicizia.

Anni fa aveva collaborato con l’associazione culturale europea Francesco Orioli per ricordare Corrado Alvaro, con una lunga intervista video, da cui è tratto il primo piano, e con il Gruppo Archeologico Francesco Orioli per dare una testimonianza sul “ruzzolone”, antico gioco ormai quasi scomparso.

Oreste Massolo, suo grande amico, ricordò come Ugo Rapiti avesse fatto suo l’insegnamento del senatore Enrico Minio: “Non devi chiuderti in ufficio, devi stare tra le persone ed interessarti dei problemi reali, anche se piccoli”. Ugo, senza ombra di dubbio, è stato e continua ad essere l’emblema di Vallerano.

 


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15 giugno, 2014

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