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Roma - Se ne è parlato in Commissione permanente per le Città strategiche lo scorso 26 giugno presso la sede Anci di Roma

“Ambiente, urbanistica sostenibile, rigenerazione urbana”

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Roma

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Roma – Riceviamo e pubblichiamo – La parola d’ordine è attrarre risorse. Ambiente, urbanistica sostenibile, rigenerazione urbana dei centri storici e delle periferia, nuova mobilità, riqualificazione paesistica.

Sono alcune delle priorità individuate dalle città per ridisegnare il loro futuro, rilanciare l’economia interna bilanciando obiettivi di efficienza energetica, equità (costruzione partecipata alle scelte collettive) tutela della qualità ambientale, ma anche creatività nell’identificarsi un nuovo ruolo rispetto a quello tradizionalmente svolto, nel generare nuovi impulsi e nuove energie, in un contesto di grande competitività.

Il Piano strategico in particolare si sta rivelando sempre più lo strumento principe per consentire ai comuni di proporsi come territorio e poter essere capace di attrarre risorse, soggetto credibile nell’assegnazione economica e politica di ruoli e funzioni, strumento di trasparenza e partecipazione per accrescere ed estendere al maggior numero di cittadini la ricchezza e il benessere di una città.

In un momento di difficoltà economica e sociale, è ancor più necessario guardare al futuro e lavorare per il lungo periodo. Solo in questo modo si possono scorgere segnali di luce e si possono gettare le basi di un rilancio economico, sociale e morale di un territorio. L’opportunità ci è data dalla nuova programmazione comunitaria che può permettere l’avvio di progetti non altrimenti realizzabili.

L’Unione europea dà anche un orizzonte temporale di ampio respiro, 2014 – 2020, e quindi permette, e in certo senso costringe, le amministrazione e le imprese a guardare al futuro.

È proprio a proposito dei progetti finanziati dalla Ue che si parla di partnership, anzi la concertazione è un presupposto fondamentale per l’approvazione del programma d’azione e l’erogazione delle risorse finanziarie.

Di questo in sintesi se né è parlato al terzo incontro della Commissione permanente per le Città strategiche lo scorso 26 giugno presso la sede Anci di Roma al quale ha partecipato per l’Istituto Nazionale Bioarchitettura l’architetto Annalisa Laurenti .

A presiedere la riunione Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, il direttore della ReCs Raffaella Florio, presenti i rappresentanti dei Comuni facenti parte la rete. E’ intervenuto inoltre il Segretario Generale Anci, Veronica Nicotra.

La commissione permanente Città Strategiche, istituita nel maggio 2013 dal Consiglio Nazionale dell’Anci ha come finalità quella di valorizzare e diffondere le proposte di città impegnate in strategie di qualità per la crescita sostenibile e costituisce la sede nell’ambito della quale si discutono e approfondiscono le tematiche relative alla pianificazione strategica delle città per prepararle a definire le strategie di intervento urbano in linea con la Programmazione Europea 2014-2020 e con l’Agenda Urbana Nazionale.

All’ordine del giorno della riunione la discussione sull’Accordo di Partenariato 2014-2020 (Governo-Ue) e sullo stato di avanzamento del progetto “Agenda Urbana Nazionale. Il contributo dei Piani Stategici.”

Una delle problematiche emerse nella discussione durante la programmazione 2007/2013 è stata la carenza di pianificazione strategica territoriale da parte delle città, ovvero l’assenza di una strategia di medio lungo periodo integrata e coesa di sviluppo e implementazione e miglioramento dei servizi tesi ad aumentare la qualità della vita dei cittadini. Da qui nasce la necessità per le amministrazioni che adottano la pianificazione strategica di aggiornare continuamente la loro strategia territoriale e per le amministrazioni che ancora non hanno un Piano Strategico di dotarsene in modo coerente e allineato alla nuova programmazione comunitaria 2014/ 2010 per accedere con facilità ai fondi strutturali messi a disposizione dall’Unione Europea.

Quello del Piano Strategico è un percorso fatto di diverse fasi: conoscenza, condivisione, decisione, progettazione, realizzazione che permette di programmare lo sviluppo di un territorio tenendo realmente presente le potenzialità e le criticità e si propone di rendere partecipi tutti soggetti economici, sociali e culturali della comunità locale esaminata.

Dopo la Giornata di studio sul Piano strategico per la città di Viterbo organizzata da INBAR in collaborazione con il Comune che vide l’intervento dell’Assessore all’Urbanistica della Regione Lazio Michele Civita, del consigliere Enrico Panunzi, la prestigiosa presenza del Prof. Paolo Portoghesi, dell’urbanista il Prof. Luigi Fusco Girard e del Presidente del Forum Piano Strategico di Rimini il Dott. Maurizio Ermeti, il 10 ottobre 2013 il Consiglio Comunale nelle “Linee programmatiche di mandato“ ha espresso la volontà dell’Amministrazione di dotarsi di un Piano Strategico in linea con il nuovo ciclo di programmazione 2014/2010.

La sezione locale di Inbar ha continuato ha lavorare in questi mesi attraverso intesa attività di consultazione delle parti sociali ribadendo l’importanza per Viterbo, considerando anche le mutate condizioni socio economiche dovute all’attuale crisi, di costruire una programmazione a lungo termine del futuro della città in maniera realmente sostenibile mettendo quindi al centro “la partecipazione ” come motore di sviluppo sociale culturale ed economico.

Nelle comunità viene meno spesso il distacco innegabile tra chi vive la città e chi la amministra.

I cittadini attraverso i piani strategici vengono invece invitati a partecipare ad un processo che non è entrato ancora nella fase di sviluppo tecnico, ma è invece sociale politico e culturale attraverso un dialogo aperto a tutte le diversità.

Questo viene favorevolmente accolto dai cittadini e percepito come una vera “conquista di civiltà “ determinando così negli abitanti un clima di ottimismo superando le inevitabili conflittualità ….

La partecipazione veramente utile alla produzione sociale va attivata “ prima” di fare progetti. Le comunità vanno interrogate prima su i suoi bisogni effettivi, essa infatti permette di raccogliere informazioni che difficilmente potrebbero essere percepite e che concorrono in gran parte alla costruzione di un quadro in cui le variabili considerate non sono solo numeri o dati scientifici, ma siano percezioni legate alla vita di ciascuno in una determinata città.

In un contesto di grande incertezza l’individuazione di una visione condivisa di città e la partecipazione sociale a “vedere” il futuro del luogo in cui si vive e lavora, diventa un momento di coinvolgimento e trasparenza dell’azione amministrativa.

La pianificazione strategica è quindi principalmente un processo creativo in cui ciascun soggetto coinvolto, portatore di una specifica definizione dei problemi, delle priorità e delle necessità dello sviluppo, contribuisce a costruire uno ” scenario” di futuro della città e dove forse il risultato più importante è un processo di conoscenza e autoriflessione delle comunità circa il loro futuro .

Il prossimo appuntamento della Commissione Permanente Città Strategiche è a novembre a Milano nell’ambito dell’assemblea Nazionale Anci dove verranno presentate agli organi di governo un documento contenente le istanze delle città dei Piani Strategici.

Annalisa Laurenti
Presidente Istituto Nazionale Bioarchitettura Sezione di Viterbo 


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5 luglio, 2014

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