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Politica - Il deputato del Pd Mazzoli illustra l’odg al decreto Cultura che ha presentato alla Camera - Oggi l’approvazione

“Vanno aumentate le risorse per Rete delle grandi macchine a spalla”

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Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Risorse e stanziamenti a favore del patrimonio immateriale dell’umanità”.

E’ il senso dell’ordine del giorno che ieri il deputato del Partito democratico, Alessandro Mazzoli, ha presentato sul decreto Cultura in discussione alla Camera in favore della Rete delle Macchine a spalla. Oggi pomeriggio l’odg è stato recepito in aula dal Governo.

Oltre a Mazzoli che ne è il primo firmatario, è stato sottoscritto da Massimiliano Manfredi (Nola), Giovanna Sanna (Sassari), Demetrio Battaglia (Palmi), e l’altra deputata viterbese Alessandra Terrosi.

“L’impegno del governo nelle prossime settimane è – spiega Mazzoli – quello di recepire l’istanza in occasione della legge delega per l’aggiornamento del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Istanza che riguarda tutti i beni materiali patrimonio dell’Unesco, non solo le macchine a spalla. Nei prossimi giorni, ancora, con decreto del ministro dei Beni culturali verrà costituita la cabina di regia per la rete delle Macchine a spalla.

L’organismo consentirà al Governo di seguire il lavoro delle comunità, degli enti locali e di tutti i soggetti che realizzano questi eventi, rinnovando le tradizioni e la cultura locali”.

Dal 2013 rientra nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità anche la Rete delle grandi macchine a spalla italiane, un’associazione che include quattro feste religiose cattoliche: la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Faradda di li Candareri di Sassari.

Con l’odg approvato oggi, Mazzoli ha chiesto al Governo di predisporre l’utilizzo del Fondo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (costituito da contributi degli Stati contraenti, da fondi stanziati dalla Conferenza generale dell’Unesco e da versamenti, donazioni o lasciti) al fine di valorizzare le iniziative della Rete nonché di finanziare progetti e corsi di formazione per incrementare la conoscenza dei siti del patrimonio immateriale.


 

Di seguito, il testo completo dell’ordine del giorno:

La Camera

Premesso che:

Per “patrimonio culturale immateriale” si intende quell’insieme di pratiche sociali, rappresentazioni folcloristiche, espressioni orali, arti dello spettacolo e artigianato tradizionale, che contribuiscono a valorizzare l’identità dei popoli, a trasmettere il senso di continuità e a favorire il rispetto della diversità culturale e della creatività umana.

È stata istituita un’apposita Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, approvata il 17 ottobre 2003 dalla Conferenza Generale dell’UNESCO, entrata in vigore il 30 aprile 2006 e ratificata dall’Italia il 27 settembre 2007 con Legge n. 167.

Lo scopo della Convenzione, negoziata tra i 190 Paesi membri dell’UNESCO, è quello di rafforzare e istituzionalizzare il sistema di protezione delle espressioni cosiddette “intangibili”.

Per ciascuno dei vari ambiti delle tradizioni orali e immateriali, l’UNESCO propone programmi specifici di salvaguardia, incoraggiando gli artisti, gli enti pubblici e le associazioni non governative a identificare e promuovere tale ricchezza.

La Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale consiste di un elenco attraverso il quale l’UNESCO garantisce visibilità agli elementi di cultura immateriale. È entrata in vigore nel 2008 con l’incorporazione dei 90 elementi già inseriti nel precedente programma di Proclamazione dei Capolavori del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità.

Gli elementi italiani che rientrano nella Lista rappresentativa sono: l’Opera dei Pupi Siciliani, il Canto a Tenores dei pastori della Sardegna, i Liutai di Cremona e la Dieta Mediterranea.

Dal 2013 si è andata ad aggiungere anche La Rete delle grandi macchine a spalla, un’associazione che include quattro feste religiose cattoliche: la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Faradda di li Candareri di Sassari.

La Legge n. 77 del 20 febbraio 2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella ‘lista del patrimonio mondiale’, posti sotto la tutela dell’UNESCO” include misure di sostegno economico, rivolte però al solo patrimonio materiale dell’umanità.

Il decreto legge 91/2013 del 3 ottobre 2013 sui 49 Siti Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO ha modificato la legge 77/2006, per poter ampliare gli utilizzi delle risorse anche per progetti generali di “riqualificazione e valorizzazione”, superando i precedenti vincoli.

Impegna il Governo:

a predisporre l’utilizzo del Fondo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, costituito da contributi degli Stati contraenti, da fondi stanziati dalla Conferenza generale dell’UNESCO e da versamenti, donazioni o lasciti;

ad assumere iniziative per incrementare le risorse assegnate al Fondo, anche in accordo con le Regioni;

a finanziare progetti per mantenere e migliorare le eccellenze immateriali, fonti di coesione sociale ma anche vettori di sviluppo sostenibile a livello mondiale;

a realizzare percorsi di formazione per le nuove generazioni al fine di diffondere la conoscenza dei siti del patrimonio immateriale e la consapevolezza del loro valore, con la partecipazione di comunità, gruppi e organizzazioni non governative;

ad adottare i provvedimenti necessari a garantire il sostegno dei soggetti che già lavorano nell’ambito delle espressioni folklorico-identitarie e che contribuiscono a conservarne la memoria storica.

Ufficio stampa Alessandro Mazzoli 


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9 luglio, 2014

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