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Documenti - Comune di Viterbo

Bilancio, la relazione di programmazione del vicesindaco Ciambella

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Il vice sindaco Luisa Ciambella

Il vicesindaco Luisa Ciambella

Viterbo - Il consiglio comunale sul bilancio

Viterbo – Il consiglio comunale sul bilancio

Viterbo – BILANCIO DI PREVISIONE 2014
RELAZIONE DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA

Riferisce: Assessore al Bilancio e programmazione economica

Dott.ssa Luisa Ciambella

Il modello di sviluppo che vogliamo per Viterbo è quello della condivisione con i cittadini con una prospettiva di lavoro di almeno 10 anni che tenga conto delle trasformazioni del territorio stesso e di come questo si configurerà dopo la trasformazione delle Province come un’area vasta che comprenderà tutto il territorio provinciale e molto probabilmente parte del territorio di Rieti.

Le caratteriste di questa nuova “area vasta” sono quelle di un territorio posto al centro tra due mari. Insomma una vasta zona di area interna che deve ridisegnare la propria missione e il comune di Viterbo deve proporsi come punto di riferimento e di aggregazione per tutte le altre entità locali ridefinendo un modello di crescita e sviluppo nuovo. In questo quadro il porto di Civitavecchia deve rappresentare un volano determinante per lo sviluppo e l’occupazione.

Bisogna favorire un profondo cambio di impostazione culturale con il contributo determinante della Regione Lazio e del comune di Civitavecchia perché il suo porto non svolga un ruolo limitato a porto di Roma, ma assuma il ruolo che gli compete a servizio del Paese, del Lazio e del Mediterraneo. Tutto fa individuare il porto di Civitavecchia come il porto ideale con tutte le caratteristiche tecniche per essere uno dei principali approdi per l’Asia senza mai dimenticare che il retroporto è territorio della nostra provincia.

Per questo un porto che completa gli investimenti tale da favorire oltre al traffico di passeggeri anche l’enorme traffico merci che spesso preferisce addirittura andare a Rotterdam che scegliere improbabili approdi italiani, consentirebbe uno sviluppo del retroporto che potrebbe rappresentare per la nostra area vasta una fucina di aggregati di aziende di trasformazione e assembramento oltre che produzione molto appetibili per gli investitori dell’est e dell’Asia che creerebbe occupazione, arrivo di capitali ed indotto per tutta l’area compresa la nostra Città. In tal senso il Comune e la Cciaa, mi auguro possano giocare un ruolo all’interno dell’autorità portuale, un ruolo di impulso efficace per avviare da subito con il comune di Civitavecchia e con la Regione Lazio, un’intesa su questa prospettiva.

In quest’ottica diventa determinante il completamento dell’asse infrastrutturale Civitavecchia-Orte-Ancona senza trascurare Mestre. Su questo fronte abbiamo gia lavorato trovando la disponibilità e l’impegno del presidente Zingaretti, infatti su nostra indicazione questa opera strategica è stata inserita nella richiesta di finanziamento Fas che la Regione Lazio ha inviato alla Commissione Europea. Inoltre considerando che la programmazione dei fondi europei 2014/2020 potrebbe non garantire il completamento dell’opera in tempi celeri, abbiamo ottenuto dalla Regione Lazio l’impegno e la fattiva collaborazione ad arrivare subito ad un tavolo di lavoro per ragionare su soluzioni concrete come la realizzazione di un Progect Financing per completare

1. l’ultimo tratto fino al porto stesso della trasversale. Tale infrastruttura consentirà di valorizzare e cogliere le potenzialità del centro merci di Orte, ricordiamoci uno degli otto interporti a livello nazionale. Il comune di Viterbo ha iniziato un percorso perché insieme con tutta la parte pubblica, compresa la Regione Lazio, che deve rinnovare la convenzione di servizio con il centro-merci, si possa ricondurre la società non solo ad una gestione efficiente, efficace e traparente ma anche ad un indirizzo pubblico autorevole e determinato che non consenta ad alcuno di poter pensare che il centro-merci possa accontentarsi di svolgere un’attività ad orizzonte breve e piccolo, rinunciando a quella prospettiva di collegamento tra il porto di Civitavecchia a quello di Ancona e a Mestre le assegnarà un ruolo determinante come snodo di merci indispensabile per i processi di stoccaggio e assemblamento con ricadute occupazionali dirette e indirette facilmente intuibili. In questo contesto l’ammodernamento della rete ferroviaria Roma-Viterbo che l’amministrazione Zingaretti ha inserito come opera strategica per cui richiedere i fondi Fas dopo che la giunta Polverini, l’aveva abbandonata utilizzando diversamente le risorse disponibili, rappresenta l’altro asse fondante dello sviluppo di questo territorio.

Dopo il fallimento del progetto dell’aereoporto localizzato a Viterbo, perso per la lentezza delle amministrazioni locali, resta comunque in questo quadro, visto il perdurare della emergenza Fiumicino e della nuova gestione Alitalia nonché della drammatica situazione di Ciampino, resta la necessità di uno scalo ultroneo nel territorio della nostra provincia che impone di seguire questa vicenda che potrebbe essere comunque foriera di sviluppo.

A chi mi dirà che di alcune di queste opere se ne parla da anni, senza risultato, rispondo che non accetto l’idea che nella notte tutte le mucche sono nere e se quindi il nostro territorio è stato vittima di una serie di incursioni di barbari che lo hanno reso simile ad una tela di Penelope di certo non possiamo permetterci di continuare così. Alcuni esempi:

– il governo Prodi mette il centro merci tra gli otto nazionali, individua l’aereporto e le amministrazioni locali non politicamente omogenee, stessa cosa dicasi per la Regione Lazio, non fanno partire l’uno e abbandonano l’altro.

– La trasversale, la giunta di centro-sinistra la finanzia poi arrivano altre giunte e la definanziano dando la priorità alla Pontina e l’opera ristagna.

– La ferrovia Roma-Viterbo si ottengono i finanziamenti europei con cofinanzianziamento regionale ma quando si deve partire è cambiata la giunta e non si fa più. Vogliamo parlare dell’Università che si è espansa sotto i governi del centro-sinistra con l’acquisizione del S.Carlo, di S.Maria in Gradi e del Paradiso e successivamente il nulla. Non voglio fare polemiche ma chiariamoci su questo progetto di sviluppo Viterbo e il suo territorio. Occorre lavorare tutti insieme per scongiurare che quanto è accaduto nel passato si ripeta. E’ per questo che faccio un plauso pubblico ai consiglieri di minoranza che hanno voluto, pubblicamente, sottoporre in modo non generico e costruttivo le loro proposte per il bilancio di previsione 2014. Le loro priorità per i cittadini secondo la sensibilità che li caratterizza. Questo è lo spirito che occorre per uscire da un momento drammatico come quello che stiamo vivendo dove Viterbo è stata tristemente riconosciuta come la provincia che più ha risentito della crisi economica nel periodo che va dal 2007 al 2013. In questo periodo drammatico a cui ad una mancanza di programmazione dello sviluppo del territorio da parte della politica e delle amministrazioni, si è aggiunta la crisi economica peggiore degli ultimi due secoli riducendo, per esempio, il comparto dell’edilizia allo stremo. Abbiamo perso pil provinciale, abbiamo la disoccupazione giovanile tra le più inquietanti d’Italia per non parlare del tasso di disoccupazione generale che comprende tutti quelli che giovani non sono più e che guardano al futuro ancora meno confortati dal dato anagrafico.

Questa tendenza va capovolta. Per questo lo sforzo che intendiamo fare è quello di definire un nuovo modello di sviluppo con un progetto di lavoro da sottoporre a una condivisione perché al comune capoluogo spetta una operatività e una azione politica- amministrativa di propulsione, di guida, che vada al di là di un avido bilancio di previsione dalle cifre aride e limitate. Questo progetto che vogliamo condividere non vuole essere una zattera sui marosi nella tempesta della crisi che pensa sia sufficiente tenere asciutta la piccola zattera invece che contribuire a disegnare una rotta per tutti quelli che dalla crisi vogliono uscire. Per questo l’embrione di un modello di sviluppo che sottopongo alla vostra attenzione si poggia su due leve fondamentali: la collaborazione e la responsabilità che nel processo di attuazione coinvolge tutti i livelli istituzionali interessati, le forze sociali ed economiche attive per costruire uno sforzo comune che produca, seppure lentamente, passi in avanti evitando quello in cui tutti spesso incappiamo, nella convinzione di avere soluzioni e progetti individuali che riteniamo risolutivi ma che aimè producono lo stesso effetto di un sacco ricolmo di lombrichi che producono un movimento individuale irrefrenabile e instancabile ma essendo non collegato, non sinergico e non coeso il sacco non si muove. Il sacco resta fermo. Questo Viterbo dopo i dati dello studio del Sole 24 Ore non se li può più permettere.

EUROPA
Un cambio di passo che dobbiamo compiere è quello di essere consapevoli che l’Europa non è un orizzonte lontano ma è la prospettiva e il fondamento della Viterbo del futuro. Per questo l’accesso alla progettazione europea nei vari asset individuati dalla Regione Lazio nelle linee di indirizzo richiede che il comune di Viterbo eviti frammentazioni e inutili sovrapposizioni nella elaborazione dei progetti. Per tanto come già realizzato dall’assessore Sartore in Regione e in tanti altri comuni italiani, l’assessorato alla programmazione economica coordinerà una cabina di regia atta a far si che la forbice dei fondi europei destinabili a Viterbo individuata fino ad oggi tra il 3 e il 5 % dell’intero venga ripartita all’interno degli asset secondo le nostre assolute priorità. Ritengo altresì utile che si individui una task force che impegni anche i consiglieri comunali nella elaborazione di indirizzi e di opportunità progettuali europee. Lavoreremo insieme su questo.

La progettazione europea diventerà una leva determinante per la realizzazione del nuovo modello di sviluppo e per affrontare anche problemi da tempo inevasi come la riqualificazione della zona artigianale e industriale della città che per l’amministrazione Michelini è obiettivo imprescindibile. In questa visione l’altra stupenda risorsa del nostro territorio che garantisce flussi turistici e possibilità di investimento di capitali si gioca sulla nostra capacità di giocarci la partita più importante quella delle nostre bellezze artistiche, storiche, culturali per non parlare di quelle naturali e dei nostri sapori. Tutti questi valori rappresentano il nostro brand.

Questo brand che rientra a pieno titolo nel made in italy, non è una risorsa economia di nicchia ma un’opportunità determinante per le strutture ricettive di qualità e dall’altra un’attenzione al turismo low cost creando una ricettività diffusa a basso costo che punti sulle quantità. In questa ottica va contestualizzata anche la decisione di questa amministrazione di inserire la tassa di soggiorno per i turisti. Altra questione rimasta inevasa fino a oggi e sulla quale si continua ad approcciarsi con il solito modo chiuso e impermeabile al cambiamento che ha caratterizzato questo territorio per troppo tempo.

Intanto deve essere chiaro che graverà sui turisti e non sui cittadini, che il comune di Viterbo è assolutamente consapevole che la città deve migliorare i servizi da offrire ai turisti, cosa che evidentemente in tanti anni non è riuscita a chi è venuto prima di noi come altrettanto chiaro deve essere che il comune di Viterbo ha gia messo in cantiere misure atte a risolvere anche questo problema. Tutta una serie di migliorie su questo fronte sono state già non solo valutate ma approfondite, partendo dalla cartellonistica degna di una città civile, che avremo certamente installata al massimo per l’estate prossima, da una ristrutturazione e fruizione dei bagni pubblici che nel caso di alcuni tour operator rappresentano una delle motivazioni per cui non scelgono Viterbo ma altre città per le gite di più 30 persone. E così via. Si dovrebbe cogliere il vero significato di questa imposta che rappresenta un’opportunità vera di investimento per il settore ricettivo visto che i proventi saranno destinati esclusivamente allo sviluppo di questo settore e non come qualcuno potrebbe pensare genericamente a finanziare il bilancio dell’ente.

Un’ulteriore precisazione la norma ci dice che la tariffa da applicare va da 1 a 5 euro. L’amministrazione MIchelini consapevole del lavoro che si deve continuare a portare avanti per rendere migliore la nostra città ha già deciso di restringere la forbice da 1 a 3 euro e avrà la sensibilità di calibrarla ulteriormente secondo la tipologia di struttura che il turista sceglierà. Proprio nella direzione della valorizzazione delle nostre bellezze e quindi dello sviluppo del nostro territorio abbiamo avviato un lavoro di stretta collaborazione con il Mibac per la sottoscrizione di un ambizioso accordo di valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e archeologico che ha già visto un primo frutto concreto nello stanziamento di 500mila euro tra il recupero di Villa Lante e del monastero delle Clarisse di Santa Rosa ma che in autunno porterà altri frutti speriamo.

Inoltre, proprio nella direzione di uno sviluppo del turismo che sia, ci auguriamo, il nuovo traino economico del territorio abbiamo attivato un percorso innovativo come quello del concorso nazionale di idee per valorizzare e far fruire i percorsi plurali della storia della nostra città che sono avvincenti e che rappresentano il motore e la crescita di occupazione. Proprio per incentivare questo indirizzo abbiamo creato delle misure economiche che vanno a supportare questo aspetto strategico. Nel bilancio è prevista una misura a supporto dei bad end brakfast e di altre strutture ricettive per favorire la loro informatizzazione e quindi renderli più competitivi nel mercato del turismo globale. Tutto questo però va ulteriormente sostenuto con una attività di marketing che ci può essere favorita dal percorso di collaborazione con la rete delle grandi macchine a spalla (colgo l’occasione per informare tutti che si è riattivato presso il Mibac il tavolo per la valorizzazione delle città che appartengono alla rete con collaborazioni con il ministero dell’Università per progetti di ricerca e studio compreso un Erasmus finalizzato. Partecipa al tavolo anche il ministero dei Trasporti per una presenza pubblicitaria sinergica nelle sedi aeroportuali e ferrovieri più importanti. In questo quadro anche il protocollo di intesa firmato con il Miur sull’educazione alimentare connesso con la attività preparatorie di Expo 2015 di Milano che coinvolgerà tutti i nostri studenti e garantirà la nostra presenza all’interno del portale dell’Expo nonché la possibilità per i nostri ragazzi di essere riconosciuti come “ambasciatori della buona alimentazione e della dieta mediterranea della nostra terra e dei suoi prodotti” rappresenta un contributo notevole che va nella direzione di iniziare a promuovere degnamente il nostro territorio.

Nel potenziare i marchi simbolo della nostra terra vanno inserite le progettazioni di destinazione Italia che offrono ulteriori elementi di valorizzazione e fruizione della nostra città perché ne esaltano le peculiarità culturali e il suo sviluppo. Infatti il progetto di liberare i portici di Palazzo dei priori, dove oggi si trovano gli uffici dell’anagrafe, per ubicare le opere d’arte più importanti di Viterbo, le opere di Sebastiano del Piombo e altri esempi artistici caratterizzanti dei vari periodi storici e culturali della città, significa mettere nel cuore di Viterbo, nel Palazzo simbolo della città, il tesoro più prezioso che attirerà innumerevoli turisti da tutto il mondo. Il museo del conclave rappresenta un modo da sempre decantato ma da nessuno concretamente perseguito di sfruttare un turismo religioso che ci appartiene e che non possiamo far sfruttare solo ed esclusivamente alla nostra “cugina ricca”, Avignone, che della nostra assenza negli anni ha fatto la propria fortuna. Fondamentali saranno il progetto di riqualificazione per una maggiore fruizione turistica che passa per il recupero di via S. Clemente e l’ultimazione del recupero della Valle di Faul già a buon punto grazie ai finanziamenti Plus, lavoro iniziato dalla precedente amministrazione.

Nell’ambito dei marchi che caratterizzano la città va messa a pieno titolo l’iniziativa avviata con il Mibac e i comuni degli ultimi 100 km della via Francigena che in collaborazione con la Regione Lazio ci porta a rappresentare un punto di accoglienza per i tanti pellegrini che annualmente percorrono questa strada. E’ del tutto ovvio che in questo quadro il progetto per l’accordo di programma che ci renda a pieno titolo proprietari della cinta muraria e di poterne garantire, in tal modo, la fruibilità e il recupero con progettualità europea rappresenta un punto rilevante per l’altro brand di Viterbo, quello di essere una “città murata” con una cinta integra tra le più antiche di Italia.

Tutto questo si inserisce in un contesto che fonda le sue radici nel cuore pulsante del centro storico che renderemo ancora più accessibile lavorando ad un sistema di parcheggi adeguato. Questa amministrazione ha iniziato ad attuare il percorso di valorizzazione del centro storico del capoluogo e delle frazioni, i cui intenti erano stati già manifestati nella

Relazione di bilancio previsionale del 2013.
Pertanto, è stato dato il via al processo di riqualificazione che coinvolge i vari settori del centro storico, da quello edilizio in senso proprio a quello del decoro e dell’arredo urbano, da quello turistico e commerciale a quello del traffico e pedonalizzazione, da quello della vigilanza territoriale a quello della sicurezza sociale, da quello della salvaguardia dei beni monumentali con specifico riguardo a fontane e piazze a quello della riscoperta dei mestieri e tradizioni artigiane, del recupero/utilizzo e valorizzazione dei palazzi storici pubblici, dell’istituzione di mercatini tipici in luoghi e spazi caratteristici.

Il primo passo in questo senso è stata l’istituzione dell’Ufficio speciale per i centri storici, composto da personale proveniente dai vari settori dell’amministrazione e che pertanto è in grado di trattare le problematiche del territorio nella loro globalità. Tra i primi interventi realizzati c’è stata la liberazione delle piazze monumentali dagli stalli di sosta e le parziali limitazioni al traffico nelle zone della città di particolare pregio; se da un lato tali iniziative hanno determinato delle momentanee reazioni di protesta, che sono tuttavia scemate in brevissimo tempo, dall’altro hanno innescato il meccanismo del progressivo interesse di questi spazi da parte degli utenti finali, ma soprattutto da parte di associazioni culturali e degli operatori commerciali, turistici, ecc.

Per favorire questo processo di valorizzazione dei centri storici sono state attuate molte misure, mentre altre sono in fase di studio o di realizzazione. Un esempio sono gli interventi a sostegno dell’info-mobilità nei centri storici, (ultima tranche di finanziamenti all’interno del Pluss), il quale porterà nei prossimi mesi alla realizzazione di una serie di obiettivi che sono stati condivisi con l’assessorato ai Lavori pubblici e quello agli strumenti informatici:

– l’istituzione di una vera e propria ZTL nelle zone in cui la limitazione al traffico è attualmente regolata da Ordinanze, ma che senza la presenza di varchi elettronici è di difficile controllo, specie nelle ore notturne;

– l’introduzione di sistemi smart per la gestione e l’utilizzo dei parcheggi;

– la realizzazione di un sistema di segnaletica turistica e di un urban center;

– non per ultimo, la modernizzazione del sito istituzionale.

Tutti questi interventi sono solo il primo step per il recupero e la valorizzazione del nucleo dentro le mura e degli antichi borghi, i cui benefici si estenderanno al resto della città. Proprio nell’ottica di perseguire un risultato a più ampio raggio e non limitato al territorio racchiuso dalle mura, si è deciso di investire questi fondi sia per interventi diretti a soddisfare necessità impellenti, come l’acquisto di varchi, sia per la creazione di servizi che possano migliorare l’appeal della città e favorire l’interesse da parte di turisti, popolazione universitaria, investitori privati.

In questo modello di sviluppo trova una sua naturale connotazione l’idea di una città che forte della sua ricchezza di cultura rilanci un’ idea di città espositiva appunto nel campo artistico. Sarà quindi realizzata la mostra dell’antiquariato organizzando almeno due eventi di portata nazionale annuali, oltre allo sviluppo che questa amministrazione vuole degnamente concretizzare con un centro agroalimentare. Tutto questo è un logico completamento di questo progetto di sviluppo, come, del resto, lo sono la valorizzazione, senza nulla togliere alle altre manifestazioni culturali o anche alla pluralità ricca di sagre, il valore di brands di iniziative di spessore tali da identificare con il loro nome la città di

Viterbo a livello regionale e nazionale come per esempio S. Pellegrino in Fiore e Caffeina.

Tra le manifestazioni che caratterizzano ora a livello mondiale la nostra città c’è certamente la macchina di S. Rosa che ancora di più, dopo il riconoscimento Unesco rappresenta un volano turistico unico. E’ per questo che stiamo lavorando con l’agenzia del turismo regionale e con il Presidente Zingaretti per far si che la macchina di S. Rosa 2015 rappresenti l’evento della Regione Lazio all’interno dell’Expo di Milano. Abbiamo già avviato l’iter che ci porterà a realizzare la nuova macchina che sfilerà il prossimo settembre. Nella stessa direzione va anche lo sforzo di lavorare sinergicamente con le altre amministrazioni avendo scelto sempre il campo dei beni artistici del nostro territorio con impegni su immobili simbolo di questa città: il Monastero delle clarisse di S. Rosa.

Abbiamo avviato una intervento insieme alla Regione Lazio e al ministero dei Beni culturali che ci ha consentito di porre le basi per mettere in sicurezza e preservare un bene simbolo della nostra città come questo, un simbolo che da troppo tempo attendeva risposte. Una città che ambisce a questo brand di sviluppo deve pure dotarsi di un progetto di decoro urbano all’altezza e per questo il concorso di idee riguarderà anche l’arredo delle piazze e quello dei nostri centri storici nell’ottica di poterli far rivivere come meritano. In questo quadro è anche prioritario l’avvio di un percorso di rifacimento delle principali arterie della città soprattutto fuori dalle mura cittadine riservando alle periferie (e alle frazioni) l’importanza che meritano. Per questo verrà realizzato un piano straordinario degli asfalti sull’annualità 2014 e 2015 un milione e mezzo di euro saranno destinati al rifacimento della strade della città.

L’altro valore immenso che possiede questa città sono le terme di cui anche qui si parla da anni ma che dopo i due interventi delle terme dei papi e del Grande Hotel Salus la nostra città non è riuscita ad affrontare la sfida di ambire non a un termalismo di massa ma ad essere sede di strutture termali di qualità che anche qui si rivolgono a una ben definita nicchia che cerca benessere e salute potendoselo permettere, creando occupazione e posti di lavoro per i nostri giovani che sono alla ricerca di opportunità lavorative. Per questo tre punti perseguiti dall’amministrazione sono fondamentali e rappresentano una vera discontinuità dopo i decenni di concessione termale alla Itet e gli anni di tante concessioni a pioggia senza interventi concretamente realizzati. Infatti, il comune d’intesa con la Regione lazio punta ad essere subconcessionario di tutti il bacino termale essendo l’ente in grado per prossimità di sapere meglio valutare, dopo il bando di manifestazione di interesse espletato da questa amministrazione, gli interventi concreti e reali.

Sarà un indirizzo non eludibile quello che ogni sviluppo in zona termale sia subordinato alla realizzazione di impianti termali che devono avere priorità assoluta. In questo settore, vale la pena ricordare, che abbiamo riaperto un “caso” rimasto in sospeso per anni, la vicenda “Terme Inps” che grazie all’atteggiamento delle precedenti giunte regionali aveva precluso all’amministrazione locale di mettere in atto le procedure per realizzare un altro idoneo stabilimento termale. Sarà compito del comune garantire l’utilizzo delle acque termali in modo equo per la funzionalità corretta e adeguata per ogni stabilimento avendo in mente una sola priorità, l’occupazione e lo sviluppo. Passi in avanti ne sono già stati fatti recentemente con l’adozione di documenti coerenti con questo indirizzo. Avendo ben chiaro un principio ineludibile: Viterbo cresce non in regime di monopolio e chiusura ma potenziando iniziative e sviluppo anche in questo campo.

UNIVERSITA’
L’Università va riconsiderata la sua presenza come vitale per il nostro territorio. Il suo insediamento come impegno di investimento economico è datato negli anni va sviluppata quindi un’ iniziativa comune per completare il suo percorso di crescita non essendo un interesse solo dell’Università stessa ma dell’intera Comunità. Per questo le tante eccellenze nel campo dell’università della Tuscia devono essere sopportate sul piano della ricerca e delle applicazioni di quelle innovazioni e di quei brevetti che possono creare lavoro e sviluppo in questo senso vanno lette le iniziative sull’arsenico, sull’ambiente, sullo sviluppo delle nano-tecnologie, sui beni culturali ed è intenzione di questa amministrazione giocare un ruolo di supporto attivo come pure di avvalersi nel campo dei beni culturali delle facoltà previste dalla legge sui beni culturali per le opportunità occupazionali di giovani professionisti come di incentivare l’adozione di beni architettonici- artistici da recuperare attraverso interventi di privati che potranno scaricare dalle tasse il loro contributo. La collaborazione già iniziata con l’azienda sanitaria locale, il ministero dell’Università e la ricerca per la realizzazione di un progetto nella diagnostica avanzata per le malattie degenerative oncologiche rappresenta un contributo importante per favorire la crescita professionale oltre che strutturale di Belcolle che alla luce del pareggio di Bilancio della Regione Lazio e delle iniziative assunte dal presidente Zingaretti può finalmente cogliere quella opportunità che fino ad oggi non si è mai appieno colta. In tal senso il sindaco ha già attivato un proficuo cronoprogramma con il presidente Zingaretti.

SOCIALE
Nella Viterbo che pensiamo consapevole e responsabile occorre un inversione di tendenza culturale nei riguardi di chi è meno fortunato e di quelle nuove povertà che nella nostra città sono purtroppo in crescita. Anziani, giovani inoccupati, ceto medio che non era povero e lo è diventato sommandosi agli incapienti e agli immigrati. Non si tratta di stimolare una iniziativa politica fondata sulla carità o sul peloso assistenzialismo, occorrono interventi stabili e permanenti che con un forte principio di sussidiarietà sappiano mettere a frutto risorse che generino servizi alle famiglie e ai singoli facendo venir meno i costi inutili ma puntando a un ampliamento della platea. Per questo l’istituzione di un gruppo di lavoro interno alla programmazione economica occorre per verificare le risorse giacenti, quelle perse e quelle ancora recuperabili nonché per tutto ciò è indispensabile. Nella manovra di bilancio sono state previste misure volte alla coesione sociale che prevedono un recupero delle persone in difficoltà organizzando un percorso di inserimento che presupponga l’impegno del soggetto ad uscire dalla situazione di disagio per scoraggiare gli atteggiamenti, che spesso si manifestano, di mancata volontà di reagire per rimettersi in gioco.

Il comune deve essere lo strumento attraverso il quale la persona viene aiutata a camminare con le proprie gambe. Noi concepiamo una società solidale che lavora per favorire lo sviluppo di una volontà di recuperarsi. Un cambio culturale fondamentale deve riguardare l’attenzione alla politica della famiglia, famiglia che diventa centrale nella politica dei servizi superando anche qui due impostazioni culturali, la prima, nella cornice della famiglia, comunque composta, vanno ricompressi i tanti servizi a pioggia individuali una per età o per altri schemi di classificazione che non devono mai uscire da un supporto vero al nucleo familiare.

Tenendo conto altresì che la famiglia svolge, ahinoi da troppo tempo, un ruolo sostitutivo della comunità. Penso al campo della non autosufficienza, della disabilità e della educazione che può richiedere politiche di autoaiuto che il Comune sta studiando per mettere in atto come già fatto in altri comuni e che ci preparerà all’introduzione del reddito familiare che il governo introdurrà nel 2015 e che noi dobbiamo iniziare ad introdurre con tappe progressive. Questo impegno richiede serietà al fine di evitare che i furbi, che non mancano mai, sottraggano risorse a chi ha veramente bisogno potenziando da un lato l’informazione e dall’altro i controlli per dichiarazioni mendaci. Avvieremo a tal proposito una convenzione con la Guardia di Finanza per verificare la veridicità delle dichiarazioni per tutti quelli che a vario titolo usufruiscono delle agevolazioni e dei sostegni messi a disposizione dal comune.

Nell’ottica dei servizi ai cittadini cosiddetti a domanda individuale, allo stesso modo riteniamo che non si possa più fare finta di nulla. I tiket per la mensa scolastica, quelli dello scuolabus e così via non possono essere scaricati sulle casse comunali in maniera indiscriminata. Mi spiego meglio, in questo comune a parte chi viene esonerato dal pagamento del servizio per disagio sociale tutte le famiglie indiscriminatamente pagano il servizio allo stesso modo. Questa è una consuetudine poco equa. La nostra amministrazione stabilisce un criterio di equità: il servizio si paga secondo la propria capacità economica e secondo il nucleo familiare.

Questo avverrà dall’inizio del 2015 , per darci il tempo di cambiare i regolamenti e dotarci degli strumenti necessari. L’attenzione ai più deboli contraddistingue il modo di operare di questa amministrazione, ricordiamo l’attenzione alla salute per chi ha difficoltà economiche a cui abbiamo voluto dare una risposta aprendo il primo ambulatorio infermieristico di quartiere al Carmine.

Ripeteremo l’esperienza nel quartiere S. Barbara e a seguire nelle frazioni più lontane. (Uno spartiacque tra il prima e il dopo è stato dato da questa amministrazione nel campo del volontariato, ricordiamo il primo Festival realizzato quest’anno, sulle politiche giovanili e sulle pari opportunità e sullo sport).

CITTA’ DELLA TRASPARENZA
Un nuovo modello di sviluppo per la nostra città si deve fondare su una amministrazione che sia specchio di trasparenza e legalità. In questa ottica una serie di interventi risulteranno determinanti:

a) un bilancio che nell’ambito dello sforzo nazionale inverta la rotta, dove non ci siano più zone grige di poste incerte, di contenziosi scientemente aperti , di garanzie non certe e non esigibili in tutto o in parte. La relazione del Mef non lascia alibi vanno create risorse per coprire presunti crediti che presentano difformità o dubbi tra Comune e Esattorie, tra Comune e partecipate o con creditori della partecipate. Gli onerosi fondi di garanzia che vanno realizzati e incrementati segnano uno spartiacque tra il prima e il dopo, un senso di responsabilità nei confronti di eventuali possibili danni erariali. La relazione del Mef inviata alla corte dei conti, nello scarno ma efficace linguaggio tecnico, ci impone di predisporre risorse che graveranno su modesti incrementi fiscali che servono a recuperare i danni che certo non abbiamo arrecato noi.

A nessuno sfugge che tra questi danni e i mancati introiti per garantire l’ordinaria funzionalità di una città abbiamo preso, con responsabilità, questa decisione, ma i cittadini devono essere certi che ogni euro del danno erariale che si dovesse palesare in ogni campo sarà risarcito da coloro che lo hanno prodotto assumendosi le loro responsabilità davanti alle sedi competenti già attivate dallo stesso MEF.

b) Il nostro bilancio sta passando e passera attraverso una gestione trasparente del patrimonio.
Per troppi anni si è lasciato che il patrimonio comunale fosse saccheggiato da chi riteneva che pubblico fosse sinonimo di gratuito e quindi di privata proprietà. Abbiamo insoluti per 700.000 euro che questa amministrazione dal suo insediamento, mettendo in pratica procedure di rispetto per i cittadini, ha iniziato a recuperare.

Un’azione di risparmio sui fitti passivi dell’ente sono stati attivati immediatamente, lavoro questo che produrrà alle casse comunali risparmi sul 2014 per circa 40,000 euro e sul 2015 per circa 150.000.

c) abbiamo avviato ma intendiamo proseguire con fermezza e determinazione una spending rewiew delle spese correnti che sarà posta come obiettivo per i dirigenti interessati perché gli acquisti siano razionalizzati e centralizzati secondo le nuove norme della pubblica amministrazione. Nella verifica di tutti gli atti convenzionali esistenti in comune e privati che prevedono oneri a loro carico per vedere se si sono realizzati e compiuti. Il governo ci consente di rivedere al ribassi fino al 5% sui contratti per servizi in essere inizieremo immediatamente questo iter che ci condurrà a un risparmio certo sul prossimo bilancio di previsione 2015.

d) Stiamo svolgendo un’attenta verifica sull’utilizzo di incentivi per l’efficientamento energetico sul nostro patrimonio, ivi compresi gli interventi contrattuali affidati a terzi. Compresa l’energia elettrica, la bollettazione telefonica e di trasferimento dati.

e) Altro settore dove stiamo mettendo le mani in maniera strutturale è l’informatizzazione dell’ente e il risparmio che prevediamo di ottenere, dopo che sarà realizzato un progetto complessivo sul settore informatico dai programmi gestionali dell’ente che oggi hanno un costo di circa 300mila euro, un prezzo che è assolutamente alto e che ironia della sorte spendiamo per non avere un servizio degno. Un prezzo che paghiamo per non riuscire a fornire ai cittadini servizi adeguati anche on-line nel rispetto delle nuove norme sull’agenda digitale, una corretta utilizzazione del personale al passo con la riforma della pubblica amministrazione che il governo sta varando con livelli di efficienza che vengono richiesti.

A tal fine l’impegno di un nucleo di valutazione che espleti appieno i compiti che gli vengano dati dalla normativa esistente e in itinere con particolare riferimento ai ruoli apicali e di dirigenza.

Non può esistere una città trasparente e legale se, come dice il nostro presidente del consiglio, la pubblica amministrazione mette in coda il cittadino ma vada dal cittadino con un sistema di informatizzazione che preveda procedure informatiche di certificazione o di invio a domicilio. Per questo è indispensabile che l’amministrazione individui un responsabile dell’agenda digitale per seguire i progetti interni e soprattutto quelli legati all’assetto del territorio e dei suoi futuri sviluppi e non come in passato continuare a perdere occasioni come avvenuto con il bando uscito nel 2012. Puntiamo ad un progetto complessivo a una rivoluzione informativa dei nostri servizi. Questa rivoluzione informatica dei nostri servizi dovrà prevedere anche la capacità di controllo dell’andamento della spesa nei vari settori e l’individuazione della fase di attuazione del cambiamento che verrà posto in essere. In tal senso è importante anche l’individuazione di un soggetto responsabile della privacy e dell’anticorruzione che si dedichi al di fuori dei compiti gestionali e di coordinamento ad attività così importanti. Anche per tenere aggiornate costantemente la pubblicità e la trasparenza di atti, decisioni e incarichi.

F) avviare un gruppo di lavoro che affronti come prevede la legge, in sei mesi, il tema della corrispondenza tra i costi dei servizi erogati in regime con cui vengano erogati e la competitività di questi rispetto all’andamento sul mercato, questa ovviamente vale anche per la valutazione delle società partecipate là dove non deciso diversamente. Ma tra i passaggi più rivoluzionari e in controtendenza con il passato che l’amministrazione Michelini ha voluto avviare è proprio il nuovo approccio alla questione partecipate. La decisione di porre sul mercato una delle due farmacie impegnandosi a mettere a regime la rimanente affinchè possa, come tutte le farmacie del mondo, fare utili. L’impegno è quello di mantenere i livelli occupazionali che non avranno corsie preferenziali rispetto ad altri lavoratori delle partecipate, certamente, come tutto in questo comune, verrà ottimizzato e valutato per l’apporto che si produce in relazione agli obiettivi che si pongono da raggiungere. Infatti solo in questo comune e nelle sue partecipate il “controllo” rispetto agli obiettivi è ed è stato un optional. In ogni ente normale o anche in ogni famiglia normale se qualcuno gestisce in un modo antieconomico la propria azienda ne risponde.

Al comune di Viterbo non capita tanto spesso. La strada per il cambiamento culturale verso le partecipate è ancora lunga e noi la percorreremo tutta arrivando anche alla esternalizzazione del tecnologico. Con la nuova fisionomia della Provincia e con le sue competenze oltre l’estensione territoriale comunale avvieremo una analisi sul futuro del consorzio biblioteche e dei servizi da esso erogati come di tutte le nostre partecipazioni a consorzi e società.

g) proseguiremo nella programmazione urbanistica con una rilevante innovazione culturale dove l’eventuale ricorso all’urbanistica contrattuale e all’opera di importanza pubblica non sia frutto di un percorso di un privato che offre all’amministrazione ma di un’amministrazione che rivendica la propria centralità individuando opere o ambiti mettendoli ad evidenza pubblica. Particolare attenzione sarà anche data a ogni appalto della pubblica amministrazione che dovrà essere non solo rispettoso delle leggi e dei regolamenti ma anche trasparente nella sua pubblicità e nell’individuazione delle commissioni di gara.

h) nell’ottica di recuperare le risorse e di far pagare tutti meno questa amministrazione ha finanziato un progetto di riclassificazione catastale per arrivare ad un adeguamento del valore catastale di tantissime abitazioni che ci porterà certamente ad un recupero di somme, oggi non presenti, che saranno destinate sulla prossima gestione alla riduzione della pressione fiscale per i cittadini.

SICUREZZA
Sebbene non ci troviamo in una città tra le peggiori in ordine alla delinquenza l’amministrazione Michelini sente molto la responsabilità della sicurezza dei cittadini. Proprio per questo sta lavorando ad un nuovo modo di organizzare il servizio dei vigili urbani finalizzato principalmente al controllo del territorio dopo le 20 di sera in molti periodi dell’anno.

Per rispondere alla particolare situazione che si viene a creare in serata nelle zone del Sacrario, nella zona San Faustino e limitrofe ha stabilito di installare nuove telecamere che saranno installate con piano triennale al fine di arrivare ad un controllo serrato della zona e quindi di indurre uno scoraggiamento di comportamenti non adeguati ad una comunità che si definisce civile.

Ho la speranza che questo documento di programmazione economico – finanziaria che non è il libro dei sogni ma la costruzione, dopo anni, di una cornice che contenga il quadro della Viterbo che vogliamo e che dobbiamo dipingere insieme con onestà e determinazione nel corso dei prossimi anni. La nostra ambizione è lasciare una città che progressivamente pure nella crisi cresca e migliori la qualità, lo sviluppo e l’occupazione.

La nostra speranza è comunque di realizzare una operatività e una progettazione di ampio respiro con integrazioni e sinergie a vari livelli istituzionali che avvii un percorso progettuale che chi verrà dopo di noi possa raccogliere e proseguire. Qualcosa su cui continuare a costruire, qualche opportunità da cogliere e non solo criticità e occasioni perse come capitato a noi.


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30 luglio, 2014

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