Viterbo – Centomila euro l’anno dall’imposta di soggiorno.
E’ quanto, in modo prudente, il comune di Viterbo pensa d’incassare dalla tassa a carico di chi alloggia in alberghi o altre strutture ricettive del capoluogo.
La seconda commissione dà il via libera, ma non è un’approvazione indolore.
La tassa accende gli animi e si va a singhiozzo, a due velocità. Chi vuole accelerare (la maggioranza), questione di bilancio e chi chiede tempo (l’opposizione) per valutare l’applicazione dell’imposta, magari sentire gli albergatori.
L’assessore Barelli promettei: si farà prima del passaggio in consiglio comunale, nel frattempo avanti tutta.
“L’imposta in quanto tale – spiega Barelli – può risultare non simpatica, ma a causa dei mancati trasferimenti da parte dello Stato, la adottiamo in linea con altri cinquecento comuni in cui è già in vigore”.
I soldi che entreranno nelle casse comunali andranno a finanziare iniziative in supporto del turismo. In media il costo è di circa un euro e cinquanta a notte, perché l’imposta varia con il numero di stelle, da uno a tre euro, per un massimo di sette notti.
Secondo i dati Istat 2012, a Viterbo nell’anno ci sono stati 64.967 ospiti nelle strutture ricettive, per 270.361 notti, la media è di quattro notti e mezzo.
Ma Viterbo per Chiara Frontini non è ancora una città per turisti e la tassa non aiuta. “Uno dei primi provvedimenti nel settore – osserva Frontini – è l’imposta, senza che si pensi a servizi basilari”.
Non siamo a Firenze per Luigi Maria Buzzi: “Ci sono comune pure più importanti del nostro che non l’hanno applicata”.
Viterbo si trova a competere ad armi impari: “Entriamo in competizione con realtà come Bolsena – spiega Gianmaria Santucci – Marta, Capodimonte o comunque centri della provincia, dove ci sono le maggiori concentrazioni di strutture alberghiere.
Se tutto questo movimento deve servire a incassare centomila euro l’anno, c’è il “tesoretto” dell’assessore Ricci lasciato da Marini.
350mila euro, per tre anni siamo coperti e non si impone nessuna nuova tassa”. Invece la commissione a maggioranza delibera l’imposta di soggiorno, con la minoranza contraria, ma siamo solo all’inizio.
La discussione si sposta in consiglio comunale e se il buongiorno si vede dal mattino, si prevede un lungo dibattito.
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