Viterbo – (g.f.) – Dearsenificatore a Viterbo? Altro che a settembre. L’impianto di monte Jugo, promesso per lo scorso mese di marzo arriverà ben oltre il canonico dopo santa Rosa.
Si annunciano altri ritardi, lo temono i responsabili del comitato Noi non ce la beviamo. “Era inizialmente previsto a marzo 2014 – dice Paola Celletti – poi rinviato a giugno, quindi il primo cittadino ci ha spiegato che sperava di vederlo pronto a settembre.
Adesso si parla sempre in modo più insistente di tempi contrattuali che si stanno allungando a dicembre”.
Chi in città dal rubinetto vede scorrere acqua ben oltre i limiti consentiti d’arsenico, dovrà continuare a organizzarsi. Casette dell’acqua, bottiglie di minerale, fin quando non si sa.
Per tentare di riportare l’attenzione sul problema arsenico, il comitato giovedì 31 a Pianoscarano organizza un presidio.
In via Fontana dei bersaglieri, dove sono le casette dell’acqua, dalle 15 alle 20, un punto informativo per i cittadini.
“Vogliamo parlare con i viterbesi – spiega Francesco Lombardi – su quanto sta avvenendo sulla gestione del servizio idrico e l’arsenico”. In un momento complicato.
“Ci sono state le dimissioni del presidente Talete – continua Lombardi – viviamo in una indeterminatezza sul futuro del ciclo dell’acqua. La legge regionale è stata impugnata dal governo in alcuni punti, ma oggi è ancora in vigore”.
I cittadini vanno coinvolti. “Giovedì – anticipa Celletti – daremo un’informativa su come difendersi da Talete, quando avvengono ad esempio, i distacchi, che noi reputiamo illegali, visto che ci sono sentenze che hanno dato ragione agli utenti.
Noi siamo dalla parte dei cittadini, ovviamente quelli che non possono pagare la bolletta per oggettive difficoltà economiche”.
E se a casa l’acqua non è nei livelli consentiti, l’alternativa è una delle casette presenti in città. “Abbiamo chiesto analisi periodiche dal punto di vista batteriologico e chimico. Quelle in città sono andate fuori servizio, ma non si è mai capito perché, guasti o superamento dei livelli d’arsenico?
Le acque vanno monitorate e i dati pubblicati. Lo avevamo chiesto al sindaco”.
Dal comitato non nutrono molte speranze. C’è scarso interesse da parte delle istituzioni, regione, comune.
“Il sindaco – conclude – ha fatto campagna elettorale sull’arsenico e ora non risolve il problema. Se ne deve andare.
Quello di Viterbo, così come i suoi colleghi d’altri centri dove il problema persiste”.
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