Viterbo – (g.f.) – Tesoro, mi si è ristretto il mercato.
Sulla scia di un grande successo cinematografico di qualche anno fa (Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi), il comune di Viterbo si prepara a lanciare un nuovo e non meno esilarante capitolo.
Protagonista, stavolta, il mercato settimanale del sabato. I cui banchi per delibera passano da 117 a 94.
Ieri in commissione qualcuno pensava di dover discutere dello spostamento dei banchi dal Sacrario, ma così non è stato.
E’ passata soltanto la rimodulazione del numero dei banchi. Sembrerebbe un taglio, ma non lo è.
Di fatto la delibera fotografa la situazione attuale. Oggi sono 94 quelli che solitamente si presentano e in futuro non potranno essere di più.
Se a qualcuno venisse da sorridere per un provvedimento che può sembrare superfluo, in realtà non è così. Si tratta di un passaggio propedeutico allo spostamento del mercato dal Sacrario a Valle Faul. Non per ora.
In un futuro non ancora definito, le bancarelle saranno posizionate a valle, ma in base a complicati calcoli matematici, ci sarà spazio solo per 94. Ecco svelato il mistero.
I ventitré che restano fuori, ma che di fatto lo sono già oggi, potranno decidere di fare mercato in un’altra parte della città. D’intesa con il comune.
Il provvedimento passa, ma qualche dubbio sorge: “Se non ci sono ancora le misure esatte – si domanda Gianmaria Santucci (Fondazione) – non se ne può discutere non appena la piazza a valle sarà pronta? Perché subito?”. Perché sì. E poi: “Se Valle Faul diventa zona archeologica – si chiede Sergio Insogna (Oltre le Mura) – la scelta va valutata con attenzione”.
Ma Insogna è in evidente conflitto d’interesse, sponsorizzando da sempre un’altra parte per il mercato: “Io continuo a ritenere ideali piazza della Rocca o Pratogiardino”.
Si parla di mercato, che si apra la contrattazione.
Alla fine l’unico veramente divertito è Giulio Marini (FI). Dopo avere proposto da sindaco Valle Faul per il mercato del sabato ed essersi preso le critiche dell’allora opposizione, adesso l’opposizione di ieri e maggioranza di oggi propone la valle come sede.
Verseranno i diritti d’autore all’originario ideatore: l’allora assessore Paolo Muroni.
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