Bagnoregio – Caos Gesta, i disservizi finiscono in procura.
Il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti ha denunciato la ditta appaltatrice del servizio di raccolta differenziata in numerosi comuni della provincia. Reato ipotizzato nella querela: interruzione di pubblico servizio.
Ma il primo cittadino non esclude la formulazione di ulteriori reati, non appena il caso passerà in consegna agli inquirenti.
“Il disservizio c’è ed è reale – afferma il sindaco Bigiotti -. Nelle zone rurali la società non passa da più di due mesi a ritirare la spazzatura”.
I problemi cambiano da una zona all’altra del Viterbese. Per alcuni dei paesi sui Cimini, c’è da risolvere la questione stipendi degli operai, indietro di diverse mensilità. Sul versante della Teverina, invece, più di un sindaco, oltre Bigiotti, lamenterebbe un servizio carente.
“Cinque comuni hanno già dato mandato al loro legale di risolvere il contratto con la ditta”, afferma il primo cittadino di Bagnoregio.
Se ne è parlato in Prefettura al tavolo convocato nei giorni scorsi. Tra i partecipanti, i vertici della Gesta, con il loro legale, e i comuni di Bagnoregio, Lubriano, Civitella D’Agliano, Celleno, Graffignano, Bomarzo, Vitorchiano, Soriano nel Cimino, Vallerano, Canino, Canepina e Fabrica di Roma. Assente Ronciglione, che ha affidato a un’altra ditta il servizio di raccolta differenziata.
“La società ha accampato pretesti grotteschi – spiega Bigiotti -. Dai problemi finanziari, che non consentono di pagare gli stipendi agli operai, alla fornitura di un numero di utenze inferiore a quello effettivo. Ma nessuna delle due cose è vera. Ci risulta che fosse la Gesta a non essere in regola col Durc, da qui l’impossibilità per i comuni di pagare. Quanto all’esiguo numero di utenze, non vedo come potrebbero dire la verità: le amministrazioni comunali hanno fornito dati parametrati al numero degli abitanti. Certe zone restano scoperte senza un perché”.
La denuncia di Bigiotti, sporta in caserma giorni fa, sarebbe già stata inoltrata alla Procura della Repubblica. “Noi possiamo certificare l’interruzione di pubblico servizio, ma crediamo ci sia anche un danno di immagine – conclude il sindaco -. Bagnoregio è una città turistica che non può permettersi di lasciare la sua immondizia in bella mostra. Da questo tipo di disservizi, rischiamo un danno di immagine per centinaia di migliaia di euro. Se dovesse emergere che i nostri interessi sono stati lesi e che abbiamo diritto a un risarcimento, non sono disposto a rinunciarci”.
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