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Viterbo - Unitus - Le parole del sindaco Leonardo Michelini durante la cerimonia di intitolazione al professor Angelo Rambelli, colui che ha creato questa importante realtà della città

“L’orto botanico è un monumento vegetale vivente”

di Elisa Cappelli
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L'intitolazione dell'Orto botanico ad Angelo Rambelli

L’intitolazione dell’Orto botanico ad Angelo Rambelli

Francesco Rossini

Francesco Rossini

Alessandro Ruggieri

Alessandro Ruggieri

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Marcello Meroi

Marcello Meroi

Laura Zucconi

Laura Zucconi

L'intitolazione dell'Orto botanico ad Angelo Rambelli

L’intitolazione dell’Orto botanico ad Angelo Rambelli

Susanna Rambelli

Susanna Rambelli

L'intitolazione dell'Orto botanico ad Angelo Rambelli

L’intitolazione dell’Orto botanico ad Angelo Rambelli

Susanna Rambelli

Susanna Rambelli

Viterbo – Un uomo che ha dedicato la vita all’orto botanico di Viterbo.

Con passione, umanità, professionalità e dedizione. Ed è proprio a lui che ieri pomeriggio l’orto botanico dell’università è stato intitolato, il professor Angelo Rambelli (fotogalleryslideshow).

Presenti alla cerimonia il magnifico rettore dell’università della Tuscia, Alessandro Ruggieri, il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, il presidente della Provincia Marcello Meroi, la responsabile scientifica dell’orto, professoressa Laura Zucconi, il direttore dell’azienda agraria, Francesco Rossini che ha aperto la giornata e ha sottolineato una cosa importante.

“Rambelli ha lasciato tanto all’orto botanico – afferma Rossini -. E vi invito a frequentarlo di più perché è un patrimonio di tutta la città”.

“Questa giornata – afferma invece il rettore, Ruggieri – è stata organizzata per dare un segnale importante e per ricordare il professor Rambelli sia sotto il profilo scientifico che sotto il profilo umano. Ogni pianta è il frutto della cura del professore. E lui ha passato a chi lavora oggi nell’Orto botanico tutto l’amore, la passione e l’impegno. E’ come se il suo animo si fosse trasferito in queste persone”.

Un grande elogio e un invito a visitare l’Orto botanico, anche quello del sindaco Michelini.

“L’orto botanico – spiega Michelini – è un monumento vegetale vivente. Non ci sarebbe senza la maestria del professor Rambelli. E’ una realtà che dobbiamo vivere di più. E’ un valore perché farlo è stata un’impresa difficile. Dobbiamo averne cura e coscienza. Qui si apprezza la biodiversità. Senza Rambelli non ci sarebbe l’Orto botanico e non ci sarebbero le persone che, nonostante le difficoltà, lo gestiscono con passione”.

A parlare della professionalità e dell’umanità di Rambelli anche Marcello Meroi.

“Aveva una grande capacità di interessare le persone che parlavano con lui – spiega -. Attraverso la sua professionalità e passione non potevi non essere affascinato da ciò che ti prospettava. Lui è la dimostrazione che con passione, sinergia e serietà si possono ottenere grandi risultati”.

“Oggi non parlo come responsabile scientifico, ma come allieva di Rambelli – ci tiene a sottolineare Laura Zucconi -. L’idea originale di fare un orto botanico fu del professor Giantommaso. E pensò a Rambelli come la persona che avrebbe realizzato al meglio questa impresa. E ci riuscì nonostante il terreno non proprio ospitale. Per questo a lui va questa intitolazione”.

Tanti gli interventi improvvisati sul momento da parte di chi ha conosciuto e lavorato con Rambelli e di lui sono stati dati i ricordi più vari: dalla sua passione per le piante tropicali alla sua volontà di essere sempre inserito nei turni di lavoro anche la domenica, fino al fatto, appunto, che non si è mai scoraggiato di fronte al terreno non molto favorevole. Infine la sua grande sensibilità verso le piante.

Ma il ricordo più bello e commosso è quello della figlia, Susanna Rambelli.

“Grazie – dice emozionata – a chi ha dato tutto se stesso per organizzare questa giornata. In tutte le piante c’è il segno del lavoro di ognuno di loro. E ringrazio tutti coloro che vorranno portare avanti questo progetto”.

All’entrata dell’Orto botanico i nipotini del professor Rambelli, chi meglio di loro, hanno avuto l’onore di scoprire la targa a lui dedicata.

Elisa Cappelli 


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16 luglio, 2014

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