Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Rimetto, per opportuna conoscenza di tutti i cittadini della provincia di Viterbo, la fotografia della delibera concernente il “futuro della Talete” che il presidente Meroi e il vicepresidente Equitani hanno sottoposto all’approvazione dei sindaci ieri.
Ora, aldilà delle chiacchiere da politicanti io vorrei capire:
1) se è serio e possibile convocare una conferenza dei sindaci per parlare del problema dell’acqua e della società che gestisce l’approvvigionamento idrico senza aver predisposto nemmeno l’atto deliberativo che si intende sottoporre al loro voto.
2) se è serio e possibile mettere a votazione una decisione senza aver prima mostrato a chi vota l’atto. Questo è quello che è successo ieri: solo quando il sottoscritto ha denunciato l’assenza della delibera si è interrotta la seduta e si è provveduto a scrivere in fretta e furia quell’indecenza che vedete in foto.
3) per quale ragione si voleva sottoporre al voto un documento che si sarebbe scritto, evidentemente, dopo.
4) come è possibile che il presidente dell’Ato, nonché della provincia di Viterbo, dichiari con noncuranza che avrebbe votato sì all’inesistente documento se tutti i sindaci lo avessero fatto all’unanimità, orientando il proprio voto non a quello che crede essere l’interesse generale dei cittadini della provincia, ma alle contingenti convenienze politiche.
5) come si può affidare la gestione dell’Ato a una presidenza che, dichiarato che avrebbe votato a favore il (fantomatico) documento, dichiara poi di astenersi perché non condiviso all’unanimità e, infine, voto contro, dopo averlo portato in assemblea essa stessa, sfiduciando di fatto il cda Talete e svelando la propria totale confusione e mancanza di idee su cosa sia dovuto fare nell’interesse dei cittadini.
Io vorrei che si rispondesse a questi interrogativi, invece che prendere per i fondelli i cittadini. Ancora una volta.
Gianluca Angelelli
Sindaco di Civita Castellana
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