Tarquinia – “Che tesoro! Visitate le meravigliose tombe etrusche della necropoli di Tarquinia”.
La velata (nemmeno troppo) incitazione viene direttamente dal Corriere della sera che, in un articolo di Edoardo Sassi, elogia la bellezza delle tombe etrusche e sembra quasi invitare a scoprirne la bellezza.
Tra le più apprezzate di cui si parla nell’articolo la famosa Tomba dei tori, dove vi sono raffigurante scene di sesso e la Tomba Bartoccini che prende il nome dal sovrintendente dell’Etruria meridionale che la scoprì nel 1959.
Tombe dalla rara bellezza legate, tra l’altro al mondo dei Templari. Sì, i Templari, che usavano le stanze della tomba per le loro pratiche sessuali, sempre secondo il Corriere. A rivelarlo dei graffiti abbastanza espliciti risalenti medioevo e realizzati nelle tombe dagli appartenenti all’ordine.
Una storia nella storia delle affascinanti tombe etrusche.
6.422 tombe scavate e scoperte, 200 sepolcri dipinti. E non finisce qui.
Entro la fine del 2014 delle novità potrebbero riguardare la necropoli Monterozzi, sito che dipende dal ministero dei Beni culturali e gestito da Munus Etruria musei per servizi aggiuntivi.
Sono, infatti, in corso dei lavori per poter permettere l’accesso alla tomba della Pulcella ai disabili. Questo sarebbe possibile grazie al dromos – il corridoio che permette l’accesso alle tombe – che, a differenza degli altri, è molto largo. Il tutto per un costo di 300mila euro con finanziamento da parte del Mibac.
In più, grazie ai fondi Por – Piani operativi regionali – è prossima l’apertura della Tomba dei demoni azzurri, scoperta nel 1985 e che fin’ora hanno potuto ammirare soltanto gli studiosi.
Facendo quindi un conto finale, con le prossime aperture saranno 20 le tombe accessibili nella necropoli, più altre 5 – che forse diventeranno sette – visitabili solo prenotando il biglietto. Le tombe accessibili sarebbero 50 e 200 quelle conosciute.
Un tesoro unico che ancora non viene venduto e pubblicizzato come dovrebbe.
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