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Sanità - Paolo Pelliccia, presidente del Consorzio delle biblioteche di Viterbo, tira le orecchie al governatore e ai politici della Tuscia

“Zingaretti pensi a Villa Buon Respiro, invece di andare a Caffeina”

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Paolo Pelliccia

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Viterbo – (e.c.) – Un invito alla conferenza stampa alla biblioteca di Viterbo. “Bilancio attività e nuove proposte”, si legge. Ma poi la sorpresa. “Oggi non parlerò di cultura”.

E’ chiaro Paolo Pelliccia, il presidente del Consorzio delle biblioteche di Viterbo. “Oggi – afferma – voglio parlare della situazione di Villa Buon Respiro”.

La storia risale a molti anni fa, quando Pelliccia è stato colpito da poliomielite.

“Conosco questo mondo, il doversi sbattere per cure e riabilitazioni, le strutture di questo tipo – spiega -. Strutture che, come Villa Buon Respiro, hanno salvato questo paese. Sono diversi anni che si assiste a questo dibattito e alle problematiche inerenti la chiusura senza venirne mai a capo. E’ una delle cose più squallide e fallimentari della classe politica tutta”.

Punzecchia i politici e usa termini calcistici.

“Bisognerebbe seguire uno schema 5+3 – spiega -. 5 deputati e 3 consiglieri regionali che facciano pressione. Basta dire ‘Stiamo lavorando’, si deve comunicare solo quando si vedono i fatti. Queste persone, al di là delle divisioni, dovrebbero avere a cuore la salute delle persone. Villa Buon Respiro è il risultato di una cattiva politica. Basta dire ‘Il problema è risolto’ quando poi niente è risolto”.

Poi si passa ai numeri.

“135 lavoratori, 300 bambini e ragazzi – con rispettive famiglie – che usufruiscono di questi servizi. Non si gioca con queste cose. Tutti, prima o poi, potrebbero aver bisogno di usufruire di questi servizi, non si può fare spallucce. Zingaretti – affonda Pelliccia – prima di fare le passeggiate a Caffeina, si doveva impegnare di più per Villa Buon Respiro. Pensare a Villa Buon Respiro”.

Secondo Pelliccia non ci sarebbe un reale interesse verso la sanità, ma dibattiti inutili che non portano mai a una soluzione completa.

“Assistiamo – prosegue – a continuo balbettio, al passaggio di responsabilità. Fanno pensare che ci siano lotte intestine tra i gruppi e basta. Ecco il motivo della mia chiamata di oggi. Perché bisogna muoverci tutti. Io vieterei i comunicati di questi signori, comunicate solo a cose fatte. Mazzoli si occupa della Tirrenica… ma occupati di questo, almeno dai un senso al tuo stipendio! Poi c’è quell’altro ragazzino consigliere regionale (Sabatini, ndr)… occupati di questo! Vengono dati troppi soldi ai consiglieri”.

Il suo, però, non vuole essere uno sparare a zero su tutti.

“Sono sicuro che ci sia gente – afferma – che sta lavorando sul serio. Però su questioni come queste la classe politica deve dare un’accelarazione e fare corpo. Non si va al mare finché il problema non è risolto. Ricordo ancora lo slogan di Zingaretti: ‘Una regione vicino a te’, figlio mio, tu non sei vicino a me”.

E ancora.

“Si deve ritrovare il senso di comunità, non tirarci merda l’uno contro l’altro. Fai politica per spirito di servizio? Impegnati, altrimenti cambia lavoro. Mi auguro che questo richiamo funzioni e faccia cambiare atteggiamento” perché “non mi occupo di politica, ma ho un senso civico anch’io”.

Poi Pelliccia parla del suo progetto, il progetto David che consiste nella digitalizzazione del bene librario del Consorzio biblioteche.

“E’ un progetto in ballo da due anni, coinvolgerebbe 10 disabili e rispettivi tutor. E’ passato in commissione in Regione. Sono passati due anni e nessuno dice ancora nulla. Consiglieri regionali, fate qualcosa per il bene della comunità e per queste figure. Perché c’è da fare”.

Non si risparmia, Pelliccia, e dà una strigliata anche alla stampa.

“Se a questi politici gli state sempre a mettere il microfono sotto, anche voi gli date peso, e invece basta. Finiamola con le polemiche. Ben venga la dialettica, per carità, però se continuiamo così, non se ne esce più. Non vorrei che sotto sotto nel caso di Villa Buon Respiro, si combatta un’altra guerra tra gruppi a discapito di pazienti e lavoratori. Altrimenti perché tutti ne parlano e il problema non si risolve? C’è qualcosa nel sotterraneo. C’è un problema di vanità, e invece dovrebbe essere un problema di unità”.

Come a dire i politici stiano dando più importanza a far vedere che un certo gruppo politico faccia meglio a discapito dell’altro, senza mettere al primo posto la salute del cittadino.

“C’è bisogno  – conclude – di compromessi per il bene della comunità?  Facciamoli”.


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9 luglio, 2014

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