Viterbo – (g.f.) – La mostra dell’antiquariato torna a palazzo dei Papi.
Dalla prossima primavera, a fine marzo. Ma sarà solo il primo d’una serie d’appuntamenti che il comune intende organizzare per arrivare fino a dopo santa Rosa, a ottobre.
“Iniziative in ambito culturale – anticipa il sindaco Leonardo Michelini – per conferire a Viterbo il ruolo che le compete”. Quel famoso slogan di città d’arte e cultura.
Contando su positivi effetti collaterali in ambito turistico.
Si parte con l’antiquariato, si prosegue con i festival.
Da Caffeina a Quartieri dell’Arte, Tuscia Opera Festival, Tuscia Film Fest e San Pellegrino in Fiore, il progetto in regione va avanti.
“La città – spiega l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi– è candidata ad assumere questo ruolo nel Lazio, il progetto si sta sviluppando, la regione lo supporta, dal 2015 e con il prossimo bilancio in modo tangibile”.
Quello di città dei festival è destinato a diventare un marchio, con un suo logo e una sua specificità.
Nel frattempo Viterbo vuole riallacciare i rapporti con Avignone, altra città dei Papi. S’intuisce a livello turistico e culturale, cosa potrebbe significare per il capoluogo della Tuscia.
“Finora non si è mai riusciti a stabilire rapporti – spiega Delli Iaconi – e mi pare di capire, non per colpa d’Avignone.
Abbiamo incontrato con il sindaco Michelini l’assessore alla Cultura della città, a Siena, c’è stato modo di costatare la pesantezza dei rapporti precedenti e qualche motivo d’insoddisfazione.
Ma c’è la volontà di riprendere un rapporto vero”.
A novembre la prossima occasione di stringere nuovi contatti.
“Ci rivedremo – anticipa Michelini – in occasione della festa del vino ad Avignone”. Ci si augura con tanto di brindisi finale.
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