Viterbo – Atterrato da un pugno violentissimo che lo ha fatto stramazzare a terra.
Così è finito al Gemelli Marco Marazzi, il 19enne viterbese pestato domenica notte a Tarquinia.
L’aggressione al ragazzo non è più un mistero per gli agenti della squadra mobile di Viterbo e del commissariato di Tarquinia.
Dopo tre giorni e tre notti di indagini intense, gli investigatori hanno individuato il presunto responsabile delle lesioni a Marco: un 17enne romano in vacanza in un campeggio a Riva dei Tarquini. Dai racconti dei testimoni, sarebbe stato il minorenne a sferrare il cazzotto sulla testa a Marco, facendolo barcollare e cadere sul bagnasciuga.
Non è ancora chiaro se sia stato il colpo o l’impatto con la terra a causargli la microfrattura al cranio che lo ha portato al Gemelli. Mentre sui motivi dell’aggressione, non c’è più ombra di dubbio. E’ stata la paura dei ladri a spingere una ventina di campeggiatori all’azione.
“Il 19enne era entrato nel campeggio con tre amici alle 3 di notte, per raggiungere alcune ragazze conosciute a una festa – spiega il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione -. I guardiani li hanno ripresi più volte, facendoli scappare. Ma quella fuga così precipitosa ha svegliato i campeggiatori, che hanno subito pensato a un furto. E qualcuno ha reagito”.
Al ladro al ladro. Ma il ladro non c’era. In poco tempo, quella che era una semplice bravata di tre ragazzi si è trasformata in un’infondata caccia al malvivente. E nella psicosi collettiva, qualche campeggiatore ha pensato di farsi giustizia da solo.
“E’ probabile che gli aggressori siano più di uno – spiega Zampaglione -. Mentre i tre amici sono riusciti a scappare, la vittima è stata accerchiata da una ventina di persone sulla spiaggia davanti al camping. Le indagini continuano per capire se qualcun altro può essere ritenuto responsabile di lesioni. I testimoni parlano di calci sferrati al 19enne mentre era ancora a terra”.
Intanto, un altro giovane ospite del campeggio, di circa vent’anni, è stato denunciato per favoreggiamento, in relazione a presunte dichiarazioni false rilasciate agli investigatori. Non tutti, comunque, avrebbero partecipato al pestaggio di gruppo. Sempre da alcuni campeggiatori è partito l’allarme al 118 e, quindi, la segnalazione alla polizia.
“Un’indagine serrata e difficile – commenta Zampaglione -. Il fatto è successo di notte, al buio. Raccogliendo le testimonianze, abbiamo trovato molta reticenza. Il lavoro dei sostituti commissari Daniela Napoli e Maurizio Menichini, della polizia di Tarquinia e della squadra mobile, è stato minuzioso”.
Marco, intanto, migliora ogni giorno che passa. I medici del Gemelli hanno sciolto la prognosi: sessanta giorni. Poi, forse, almeno dal suo corpo spariranno i segno di quella brutta notte.
Stefania Moretti
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