Viterbo – Una folla immensa ha dato l’addio a Francesco Uda il 56enne morto dopo un incidente con il parapendio sul monte Vettore lo scorso sabato.
In tanti hanno voluto salutarlo, dare un fiore e ricordare Francesco. Stesa sulla bara la bandiera della sua Sardegna (Fotocronaca – Slideshow . video).
Alla cerimonia funebre la moglie e il fratello che, una volta uscito il feretro dalla basilica della Quercia, lo ha omaggiato e onorato con il saluto militare.
“Le parole in questi momenti risultano vuote e povere di significato – ha detto il parroco della Quercia, don Massimliano Balsi -. Di fronte alla perdita improvvisa e inaspettata del nostro fratello Francesco tutti quanti restiamo ammutoliti, ci domandiamo il perché di una situazione, ci domandiamo perché in questo tempo e in questo modo.
Tante sono le domande – ha detto ancora – e nessuno di noi ha una risposta, una ricetta pronta per risolvere il tutto. Ma sappiamo che questa tappa della morte fa parte del cammino di tutti noi. E tutti, anche se con dolore, siamo chiamati a farne i conti.
Il farne i conti – sottolinea don Balsi – può essere vissuto in modo nuovo proprio attraverso la luce che ci arriva con la parola di Dio. Perché questa parola ci dà una risposta, ci dà una consolazione, ci dà la forza. La vita dei nostri cari non viene tolta, ma viene trasformata, è dono di Dio e se ci pensate bene questa frase è profondamente vera, perché ognuno di noi è legato l’uno all’altro attraverso un sentimento profondo che è quello dell’amore e sappiamo bene come l’amore, quando è vissuto sulla nostra carne, ci trasforma, ci rende nuovi, diversi.
Questo Francesco l’ha vissuto per voi, per la moglie, per i familiari, per i figli, per voi parenti. L’ha vissuto per la sua terra, per la sua comunità, l’ha vissuto per lavoro. In questo momento non celebriamo la morte, ma celebriamo questo amore.
Francesco – conclude – è entrato nell’orizzonte dell’eternità e nell’orizzonte dell’amore e possiamo attraverso Dio, realmente, sperimentare questa presenza di Francesco e dei nostri cari, una presenza diversa, perché ne sentiamo la mancanza e la fisicità, ma è una presenza altrettanto vera e altrettanto forte che non vi farà mancare mai, in ogni momento e in ogni vostro passo”.
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