Viterbo – Esattorie, quei quattro milioni e mezzo di euro della discordia.
E’ quanto il comune vanta nei confronti della società che riscuoteva i tributi per conto di palazzo dei Priori, per tasse riscosse e non versate alle casse comunali.
L’amministrazione sta portando avanti diversi procedimenti, c’è un decreto ingiuntivo che va nella direzione di ottenere la somma e nel frattempo il comune sta accantonando per prudenza fondi.
Tuttavia, se la situazione dovesse non andare come sperano, a palazzo dei Priori dovranno prendere altre strade.
A novembre si saprà se l’iter del decreto ingiuntivo andrà avanti o meno, ci sono gli altri giudizi in corso. Ma se dovessero esserci problemi nel riscuotere quanto richiesto, ecco che allora si aprirebbero scenari anche politicamente scomodi.
L’amministrazione Michelini dovrebbe avviare un’azione di responsabilità verso i suoi predecessori, l’ex sindaco Giulio Marini. Un atto dovuto, come accadde per il Cev, anche se al momento non c’è niente di deciso e l’opzione non è nemmeno nei pensieri dell’attuale giunta.
Una possibilità. Ma già sufficiente a scaldare gli animi, pure a ferragosto.
Anche se, in tutta la vicenda Esattorie, per Giulio Marini, attuale consigliere di minoranza ed ex sindaco, c’è un solo responsabile: “Il governo Monti – precisa Marini – che da un momento all’altro, con la spending review ha tolto l’aggio a società come Esattorie, che inevitabilmente poi sono saltate.
Non solo a Viterbo, non avendo più prospettive. Tecnicamente il provvedimento governativo era valido, ma sotto il profilo pratico, ecco cos’ha prodotto. Non dimentichiamoci che in mezzo ci sono 38 dipendenti, difficili da ricollocare.
E’ a loro che dovremmo pensare tutti quanti, provando a dare una prospettiva. Perché sotto il profilo del recupero delle somme dovute, la fidejiussione che io chiesi all’epoca a Esattorie è buona per tutelare l’amministrazione. Pensiamo agli ex dipendenti”.
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