Barbarano Romano – Riceviamo e pubblichiamo – Alle 16 di domenica 3 agosto mi sono recato in auto al parco regionale Marturanum con mia moglie, diversamente abile. Entrando, abbiamo notato una sfilza di cartelli che esponevano diverse tariffe. Ho parcheggiato nell’area disabili. Una donna si è avvicinata alla nostra auto sostenendo che il parco ora è a pagamento e che per parcheggiare si deve pagare.
Nonostante il tagliando per disabili fosse ben esposto e visibile, la signora ci invitava a regolarizzare. Perplesso, faccio accomodare mia moglie in terra, visto che si rifiutava di pagare per sedersi su una panchina di un parco regionale, mentre porto fuori l’auto e la parcheggio all’esterno del parco.
Poiché avevo contestato, la signora decide di rivolgersi ai guardia parco, facendoli arrivare sul posto, mentre noi decidiamo di far intervenire i carabinieri, in quanto non ci risulta che per parcheggiare nel posto riservato ai diversamente abili bisogna pagare.
La persona preposta, al termine di tutte le disquisizioni, ha asserito di non aver visto il tagliando invalidi, mentre i guardia parco si sarebbero informati sulla liceità della richiesta. Per evitare inutili attriti, mia moglie e io, abbiamo preferito passare il pomeriggio altrove, decisamente indignati.
Quanto accaduto è increscioso, in quanto non esisteva prima d’ora alcun parco regionale a pagamento.
Tutti noi abbiamo visto un contrassegno per invalidi e siamo in grado di riconoscerlo: è un tagliando arancione o blu, che permette alle persone con problemi evidenti, accertati da medici e rilasciato dal proprio comune di residenza di usufruire di determinate facilitazioni, come la sosta gratuita in determinate aree di parcheggio a loro riservate. Tale tagliando è valido e riconosciuto a livello nazionale, in base all’articolo 188 del codice della strada e articolo 381 del regolamento di esecuzione del Cds.
Blu o arancione che sia, il simbolo grafico della disabilità non viene esposto con vanto dai portatori di handicap, ma serve a garantire loro specifici benefici di cui farebbero volentieri a meno. Oggi ho scoperto che tale tagliando ha validità nei 28 stati comunitari tranne che nell’area del parco regionale Marturanum, sito nei pressi di Barbarano Romano.
All’ingresso del parco in questione e su tutti i paletti disseminati all’interno dello stesso, i visitatori sono avvisati da cartelli esplicativi che espongono le tariffe giornaliere: 2 euro per il parcheggio; 5 euro per occupare un tavolo; 20 euro per parcheggiare un pullman; 5 euro se si intende utilizzare il barbecue in muratura.
Una recente determina del parco Marturanum (numero 75 del 27 giugno 2014) ha concesso in affidamento temporaneo e sperimentale l’area alla cooperativa Arethusa, solo nei giorni festivi e prefestivi. Le tariffe giornaliere servirebbero a garantire la manutenzione, la pulizia e l’integrità di tutte le strutture in essa presenti.
Ci sarebbe da eccepire anche su questo, cioè sul fatto che un parco regionale debba essere o meno a pagamento. A tutt’oggi il parco Marturanum è l’unico parco regionale a pagamento in Italia, forse al mondo.
Se consideriamo che i parchi usufruiscono dei finanziamenti della comunità europea e della regione (quindi soldi dei contribuenti, tra cui anche quelli degli invalidi), essere indignati è il minimo.
Troppo spesso nel Belpaese, di fronte alla scarsità di risorse, si pensa di far gestire aree pubbliche ai privati, come se fosse la soluzione più appropriata.
Dover pagare 2 euro per parcheggiare nello spazio riservato ai disabili, allâinterno di un parco regionale, è a dir poco scandaloso.
Jean Bruschini
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