Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – Non ci ha certamente meravigliati l’ultimo intervento del Meet Up del Movimento 5 Stelle in ordine alla questione della gestione dei parcheggi a pagamento che si aggiunge a quello personale lanciato qualche giorno prima da un asserito esponente del Movimento il quale – completamente all’oscuro dell’argomento e paventando asserite investiture popolari a lui pervenute sotto forma di missive – aveva attaccato su un social network l’amministrazione comunale su altro argomento (i lavori a Via Roma per la realizzazione di una linea di fibra ottica) in gran parte estraneo all’attività di governo locale.
Ed infatti, prendendo a spunto un involontario errore della ditta affidataria del servizio, (forse estemporanei affiliati al Movimento) hanno montato una polemica del tutto infondata (e cioè il presunto aumento dei costi del parcheggio nelle zone blu), resa assai più inveritiera dalla totale mancanza di notizie in ordine alla concreta ed oggettiva realtà dei fatti.
Cari amici, l’Amministrazione comunale – ben consapevole dei tempi che corrono e delle difficoltà ad essi correlate – non ha aumentato il costo del parcheggio né ha mai avuto intenzione di farlo: nessuna gabella è stata quindi posta a carico dei cittadini e degli operatori commerciali e di servizi del centro come invece affermato!
Francamente, avremmo gradito un attacco politico maggiormente circostanziato e meglio supportato su oggettivi dati di fatto, tutti frutto di un attento studio della fattispecie concreta.
Ed invece, a fronte di un’attività amministrativa correttamente resa pubblica nelle forme di legge (leggasi pubblicazioni on-line sul sito web del Comune) e comunque meglio estrapolabile anche attraverso i propedeutici accessi agli atti garantiti dalla vigente normativa amministrativa in materia, ebbene sono state riportate una serie di notizie del tutto prive di realtà oggettiva: come diversamente giudicare, infatti, i passi dell’articolo dove si parla di aumenti (addirittura raddoppi) del costo del parcheggio, di presunte somme stanziate dall’Amministrazione, di ribassi d’asta, di gare di appalto?.
O come giudicare il passo del comunicato – ad oggi a noi ancora incomprensibile – ove si richiede (l’infondato) ripristino della vecchia tariffa “così da impegnare a copertura finanziaria una piccola parte delle somme “stanziate” per l’appalto della sosta a pagamento, risparmiate dal ribasso per effetto della gara”?.
Ma lo sapete che nel caso di specie l’Amministrazione non ha proceduto ad un appalto bensì alla concessione di un servizio (nel caso di specie la gestione della sosta a pagamento)?.
Sul punto, ricordiamo a noi stessi che ai sensi dell’art. 3, comma 12, del D. Lgs 163/2006 (c.d. Codice degli Appalti) la «concessione di servizi» e’ un contratto che presenta le stesse caratteristiche di un appalto pubblico di servizi, ad eccezione del fatto, però, che il corrispettivo della fornitura di servizi consiste unicamente nel diritto di gestire i servizi o in tale diritto accompagnato da un prezzo, in conformità all’articolo 30 dello stesso D. Lgs.
In buon sostanza, “si ha concessione quando l’operatore si assume in concreto i rischi economici della gestione del servizio, rifacendosi essenzialmente sull’utenza per mezzo della riscossione di un qualsiasi tipo di canone o tariffa, mentre si ha appalto quando l’onere del servizio stesso viene a gravare sostanzialmente sull’Amministrazione” (così Cons. St., sez. V, 9 settembre 2011, n. 5068).
Nel nostro caso di specie, quindi, l’Amministrazione comunale non ha stanziato alcuna somma né, tanto meno, dispone di ribassi d’asta di sorta: vero è, al contrario, che a fronte della concessione del servizio l’Amministrazione comunale disporrà di un canone concessorio pari al 60,50% degli incassi annui con un minimo garantito di sessantamila euro annui (comunque maggiore rispetto al passato).
Anche l’altra critica mossa al sistema di aggiudicazione della gara è fuori luogo atteso che gli Uffici – proprio al fine di evitare il ricorso al pericoloso criterio dell’aggiudicazione al prezzo più vantaggioso – ha invece aderito al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa di cui all’art. 83 del Codice degli Appalti: criterio, quest’ultimo, basato su un’idoneità tecnica-economica che deve essere rapportata alla natura ed all’importo delle prestazioni oggetto della gara, per cui la scelta dell’offerta non è affidata al mero ribasso (od aumento in caso di concessione) del prezzo, ma coinvolge la valutazione comparativa di altri elementi della prestazione attinenti alla qualità, al pregio tecnico, alle caratteristiche estetiche e funzionali, alle caratteristiche ambientali ed al contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali dell’opera o del prodotto, al costo di utilizzazione e manutenzione, alla redditività, al servizio successivo alla vendita, all’assistenza tecnica, alla data di consegna ovvero al termine di consegna o di esecuzione, all’impegno in materia di pezzi di ricambio.
Questa – e solo questa – la realtà dei fatti!.
Montare polemiche del tutto ingiustificate – e rese ancora più inaccettabili dalla loro totale divergenza dalla realtà dei fatti – non è politicamente corretto e contribuisce ad alimentare un clima di diffidenza e di tensione verso l’Amministrazione Pubblica nel suo complesso in un momento – quale quello attuale – nel quale invece si dovrebbero evitare derive populiste e demagogiche che certamente non fanno il bene del nostro Paese e della nostra Nazione.
L’amministrazione comunale
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