Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore, ti sono grato per il buon dibattito che hai generato sullo sviluppo del nostro territorio.
Mi trovo d’accordissimo con te puntando sull’infrastruttura web, la green economy, la smart city, e io specificherei sui vari turismi (culturale, enogastronomico, religioso, sportivo, degli eventi, congressuale, vacanziero mare-lago, citta d’ arte e così via) e sono anche d’accordo su molte altre idee innovative e percorsi condivisibili che sono venute dai giovani imprenditori Pepponi e Papalini.
Ascoltando e lavorando giornalmente per le imprese, per i lavoratori-consumatori e a seguito delle esperienze di Progetto sviluppo Tuscia nel coordinamento del tavolo dello Sviluppo provinciale e dei vari sportelli dello Sviluppo e consumatori nei vari comuni della Provincia di Viterbo, nella Regione Lazio ed in Umbria, insieme alle associazioni di categoria del commercio e turismo, dell’ artigianato, dell’agricoltura e dei lavoratori-consumatori, mi sento di esplicare anche la nostra idea di sviluppo della Tuscia che viene dalla pratica di stare sulle cose.
Infatti per avere risultati e lavorare per un vero sviluppo c’è bisogno, su un progetto fatto dagli imprenditori e loro tecnici esperti, di sinergia ed un nuovo sistema di lavoro tra tutti gli attori (aziende, enti, banche,associazioni di categoria,sociale).
Tutte le parti devono essere coinvolte su un unico programma partecipato da tutti, investendoci in proprio, per poi costituire consorzi e reti di impresa per i vari settori coinvolti che lavorino rispettando un cronoprogramma con tempi brevi e certi per il raggiungimento degli obiettivi che devono essere: la produzione, l’occupazione, il fatturato e gli utili anche da reinvestire.
Ottenuti poi buoni risultati di impresa si potrà passare alla ricerca di altri soci investitori sia italiani che esteri che hanno un know- how superiore delle nostre aziende per farci crescere ed innovarci tutti e puntare oltre che al mercato nazionale alla internazionalizzazione.
Ha ragione anche l’assessore allo Sviluppo del Comune di Viterbo che bisogna fare senza chiedere agli enti, l’importante che gli amministratori, presidenti di enti e politici non patteggino per un gruppo o solo alcuni imprenditori amici, rimanendo veramente super partes e si mettano a disposizione di tutti per facilitare la cosidetta intrapresa, eliminando lacci e lacciuoli burocratici contenendo le tasse ed adoperandosi per la ricerca di eventuali ulteriori finanziamenti europei e non, per opere strutturali e attività promozionali.
Se questa strada viene condivisa da chi già si è espresso sull’argomento,come si dice a Viterbo, dopo Santa Rosa, incontriamoci con progetti esecutivi, business plan, imprenditori e “cifre alla mano”.
Noi di Progetto sviluppo Tuscia lo facciamo da anni affiancando aziende-comsumatori ed enti e sarà anche un caso che, dove noi e le aziende che seguiamo operano, si triplicano i turisti (da 100.000 a 350.000 – 400.000 in un anno, fonte Sindaco Bigiotti) come a Civita di Bagnoregio o al centro storico di Viterbo e Sotterranea, si sono raddoppiati, portandosi dietro anche un aumento di fatturato dell’indotto della enogastronomia, artigianato tipico e turistico e la ristorazione tipica e di qualità.
Progetto sviluppo Tuscia
Mauro Belli
Articoli: Luciano Dottarelli: “Serve una potente infrastruttura di comunicazione web” – Serenella Papalini: “Ripartiamo dalle eccellenze al femminile” – Michele Pepponi: “Caffeina s’impegna a valorizzare le ricchezze della Tuscia” – L’assessore Delli Iaconi: “Si deve lavorare sui bit e non sugli atomi, fare e non chiedere” – Viterbo e Tuscia da leccarsi i baffi, ma Nonna Papera dov’è? di Antonello Ricci – Quando il mare bagnava il palazzo Papale o della piattaforma Altolazio 2.0 di Carlo Galeotti
