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Bagnoregio - Italo Leali, direttore artistico del Tuscia in jazz, fa il bilancio della manifestazione

“Restituito moltiplicato per 12 volte al territorio quello che ci è stato dato”

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Italo Leali

Italo Leali

Bagnoregio – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo 3 giorni di riposo e riflessione, come già fatto per il Tuscia in Jazz Spring a Pasqua a Viterbo, ecco i numeri degli spettatori e dei costi del Tuscia in Jazz Summer 2014 che si è tenuto dal 23 luglio al 3 agosto a Bagnoregio.

In 10 giorni di programmazione, due giornate sono state annullate a causa della pioggia, sono stati registrato 1721 spettatori paganti (da C1 Siae) in quattro spettacoli, circa 6.000 a quelli gratuiti e oltre 8.000.000 di visite sul sito e i nostri social network. Nelle strutture alberghiere della città hanno dormito per 10 giorni 265 persone per un totale di 2650 pernotti e oltre 5.000 pasti.

Hanno partecipato al festival più 300 musicisti di cui 150 ai seminari didattici e 50 al premio internazionale vinto dagli inglesi Aeroplanes at Brescia. I musicisti e gli allievi provenivano da 23 nazioni differenti del mondo e da 3 continenti. Passando ai costi il festival ha speso: Stampa, pubblicità e grafica euro 8.326 (qui sono comprese tipografie, grafici, distribuzione e pubblicità su facebook). Siae euro 3.289, Hotel e Ristoranti euro 11.150 (vitto e alloggio per 125 artisti), Service audio, luci, palchi e noleggio strumenti (5 pianoforti, tastiere e amplificatori) euro 8.850, Artisti euro 60.200 (sia per i concerti che i compensi come insegnanti ai corsi per una settimana) e Viaggi e trasporti euro 3.611 (compresi aerei dagli Usa e transfer da e per aeroporto).

Il totale delle spese è dunque di euro 95.426. In entrata abbiamo registrato: Biglietti concerti euro 15.084 (C1 siae), iscrizioni seminari euro 31.000 (150 allievi), bar euro 5.136, Comune di Bagnoregio euro 12.000, Meta Energia 12.000, Carivit 4.880, Fondazione Carivit euro 2.000 e Provincia di Viterbo euro 12.000 (il bando della legge 32 della provincia non è ancora uscito e ci auguriamo che questo sia l’importo). Il totale delle entrate è di euro 94.100. Abbiamo dunque registrato delle perdite pari a euro 1.326 che saranno coperte da fondi dell’associazione.

“Quello di pubblicare i bilanci ed i numeri reali degli spettatori del festival era un impegno che ci siamo presi con tutti ad inizio dell’anno e che abbiamo intenzione di mantenere anche per il futuro – commenta Italo Leali direttore artistico del festival -. Anche se la parte pubblica non supera il 20% del budget totale come organizzazione ci sentiamo in dovere di rendicontare non solo agli enti ma anche ai cittadini le nostre spese. A fronte di questi 20.000 euro pubblici abbiamo prodotto un’entrata per il territorio pari a oltre 250.000 euro. Abbiamo restituito moltiplicato per 12 volte al territorio quello che ci è stato dato. Peccato il tempo che quest’anno non è stato clemente con noi. Detto questo vorrei anche far notare che se a questi 95.000 euro si sommano i 65.000 euro spesi a Viterbo a Pasqua la nostra organizzazione ha speso 160.000 euro per la realizzazione del festival spring e summer. Tutto questo lo abbiamo fatto senza l’aiuto della Regione Lazio e con solo 30.000 euro di contributi pubblici su 160.000 euro totali spesi. A queste cifre vanno aggiunti 0 euro di personale e circa 5.000 euro di spesa di rappresentanza, telefono e uffici in un anno.

Mi auguro  – prosegue – che dopo di noi, fino ad oggi nessuno l’ha fatto, anche gli altri inizino a pubblicare i loro numeri e i loro C1 Siae e a far conoscere a tutti quanto ricevono di contributi pubblici e per quanto questi incidono sul bilancio totale della manifestazione. Sono e resto convinto che i numeri reali possano indicarci la strada giusta da intraprendere per sviluppare il settore della cultura nella provincia di Viterbo. Ovviamente sta poi alla politica ricevere questi dati, riscontrarli e di conseguenza fare scelte. Noi da parte nostra non andremo mai e poi mai a piangere soldi dagli enti su giornali e siti web, vogliamo che i contributi qual ora arrivino debbano arrivare per meriti sul campo e non per lamentele o amicizie. La dignità dell’evento che si organizza viene sempre prima di qualsiasi cosa. Unico rammarico è per quello che avremmo potuto fare se in Regione ci avessero riconosciuto il lavoro che da anni svolgiamo a livello nazionale con grandi risultati. Concludo ringraziando tutti gli sponsor, gli allievi e gli spettatori che con il loro contributo ci hanno permesso di realizzare questa 13 edizione del Tuscia in Jazz Festival”.

Il Tuscia in Jazz Festival però non finisce qui. Prossimi appuntamenti a Sutri il 7,8 e 9 agosto e il 26 agosto a Palazzo Gentili a Viterbo con Flavio Boltro Trio.

Lo staff del Tuscia in jazz


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6 agosto, 2014

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