Canino – Riceviamo e pubblichiamo – I reperti della tomba del Delfino di Vulci hanno finalmente la loro collocazione, visionabili dal pubblico presso il museo della ricerca archeologica di Vulci a Canino. Venerdì 1 agosto è stata inaugurata la nuova sala del museo, alla presenza delle autorità e di un numeroso pubblico di interessati.
Il nuovo allestimento rappresenta un ulteriore passo verso il compimento di un più vasto progetto teso alla valorizzazione della zona archeologica di Vulci, tramite il lavoro delle amministrazioni comunali di Canino e Montalto di Castro in stretta collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Etruria Meridionale.
Intervenendo, il soprintendente Alfonsina Russo, ha sottolineato l’importanza dell’inaugurazione, evidenziando il ruolo che la tutela dei beni culturali gioca nella valorizzazione di un territorio come quello di Vulci. La salvaguardia del nostro patrimonio è prerogativa indispensabile, atta a conferire alla zona un volto che offra la giusta visibilità tramite la riscoperta di un’identità certa, che renda giustizia all’immenso patrimonio etrusco.
Ciò è emerso anche dall’intervento del dirigente del museo di Vulci Patrizia Petitti, che ha spiegato i metodi scelti per l’allestimento della sala, in linea con il progetto generale del museo di Canino: teso ad illustrare ai visitatori i criteri usati nella storia della ricerca archeologica di Vulci, non può esimersi da far comprendere come, gli scavi clandestini ampiamente perpetrati nella zona, abbiano inevitabilmente danneggiato il percorso degli studi sui reperti.
In tal senso, è stato deciso di presentare un allestimento che faccia comprendere ai visitatori lo stato dei reperti ritrovati in un sito già saccheggiato, come nel caso della tomba dei Delfini. Tematicamente in linea con l’intento dell’evento, è stata la presentazione del libro intitolato “Guerrieri di polvere, sei anni fra gli Etruschi” di Sergio Paglieri, a cura dell’associazione culturale Luciano Bonaparte Principe di Canino – Canino 2008.
La dottoressa Anna Maria Conti, che dirige il museo della ricerca archeologica, ha sottolineato il ruolo determinante di Paglieri: dirigendo gli scavi di Vulci dal 1956 e il 1962, aveva individuato la tomba del Delfino, già saccheggiata dagli scavatori clandestini, assicurandola ad ulteriori visite irregolari e segnalandola per renderne possibile lo studio in tempi in cui sarebbe stato possibile, grazie a dei finanziamenti che all’epoca mancavano. Paglieri, che in “Guerrieri di polvere” racconta autobiograficamente la sua esperienza nel dirigere gli scavi, ricorda anche l’eccezionalità della tomba, che insieme alla Francois, resta un raro esempio di tomba dipinta a Vulci.
Il sindaco di Canino, Mauro Pucci ha dichiarato il suo entusiasmo, rinnovando l’intenzione di continuare a lavorare affinché il museo della ricerca archeologica di Vulci ottenga la giusta visibilità. In tale direzione si muovono le prossime iniziative in programma nel cartellone dell’estate caninese della proloco di Canino, in cui il museo della ricerca archeologica di Vulci ha organizzato “Il venerdì del museo”: venerdì 8 dalle 18,30 alle 21 sarà possibile partecipare ad una visita guidata intitolata “Le grandi scoperte dell’ottocento”, mentre il 22 agosto, sempre durante lo stesso orario, alla visita “Le ultime scoperte della ricerca archeologica”; godendo anche della possibilità di visionare l’altro gioiello del museo di Canino: la ricostruzione della Tomba Francois.
Associazione culturale Luciano Bonaparte, principe di Canino
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY