Vallerano – A Vallerano dopo circa vent’anni la chiesa romanica di Santa Maria della Pieve diventa teatro di un evento importante per la piccola comunità.
Domani sera alle 21,30 i due maestri Luigia Forliti e Brenno Ercoli verranno ricordati dal Gruppo Archeologico Francesco Orioli, che oltre, a essere impegnato nella salvaguardia dei diversi insediamenti rupestri del territorio, si occupa di far emergere le tracce del passato, in questo caso prossimo, che riguardano le figure importanti della storia locale.
Il filo conduttore della serata sarà la filosofa spagnola Maria Zambrano, figlia di due maestri, che sottolinea come sia importante la mediazione che dalla scuola arriva ai giovani delle diverse generazioni, proprio grazie alla figura del maestro che nei momenti di grande destabilizzazione rinnova negli alunni la speranza dando loro una taratura etica.
Luigia Forliti nasce nel ’27 confidenzialmente Luigina soprattutto per i suoi modi dimessi mai gridati, che appartengono spesso alle persone intelligenti, attraverso alcune sue alunne così viene ricordata, con una sensibilità particolare, attenta a non offendere mai chi potesse sentirsi minacciato nell’animo da una ostentata diversa condizione economica. Inizia a insegnare nel lontano ’46 nel dopoguerra con le classi strapiene di alunne 35/40, i maschi erano ancora divisi dalle femmine, alloggiate dove si poteva. Eppure in quell’ambito si staglia una personalità forte che incide senza soffocare quanto si sta sviluppando nelle giovani menti.
Scrive la Zambrano: “Non avere un maestro è non avere a chi domandare e, in un senso ancora più profondo, è non avere nessuno davanti a cui porsi delle domande. Vuol dire rimanere rinchiusi nel labirinto primario che è la mente di ogni uomo in origine; rimanere rinchiusi come il Minotauro, traboccanti di impeto che non può avere sfogo”.
L’impegno della maestra esce dalla scuola nel sociale, conseguito il Diploma di infermiera frequenta come volontaria l’Ospedale Grande degli Infermi di Viterbo e diviene nel ’66 delegata della Croce Rossa Italiana, partecipa ai vari treni bianchi dell’Unitalsi testimoniando il suo credo religioso operativamente nell’aiuto al prossimo.
Nel 1982 le viene intitolata unanimemente la sezione Avis di Vallerano, la più attiva della provincia, e la piazzuola contigua proprio sotto l’edificio scolastico, dove aveva con amore operato per quasi trent’anni, lasciandoci prematuramente nel ’73.
Altra figura valleranese di spicco il maestro Brenno Ercoli nasce alla fine del ’28, che si intreccia con la storia artistico musicale, suo bisnonno Felice, originario della Corsica, era di professione organaro, si devono a lui la costruzione di una parte delle straordinarie canne in legno del monumentale Organo del Ruscello.
Al mattino si recava in chiesa per suonare durante la messa, musicista e patriota partecipa infatti ai moti carbonari nel viterbese, imprigionato, con l’elezione di Pio IX che concede l’amnistia è di nuovo libero.
Anche in Brenno albergavano le due nature oltre l’insegnamento, e qui sarà ricordato dagli alunni del suo ultimo quinquennio di scuola, mostrava un fedele impegno politico-sociale. Aveva un modo aspro e onesto di osservare il mondo, con gli occhi chiari, trasparenti come aveva improntato la sua vita, un eloquio tuonante ed efficace che incantava l’interlocutore poiché le parole effondevano quanto il suo cuore sentiva. Ci ha lasciati, sereno lo scorso anno.
Massimo Fornicoli
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