Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo 2020 propone una mozione per riconoscere ai viterbesi il loro diritto di godere di agevolazioni e sussidi comunali, prima dei cittadini stranieri, attraverso punteggi aggiuntivi in base agli anni di residenza.
È ormai diffusissima in città, come in Italia del resto, la percezione che la popolazione straniera scavalchi quella locale nell’accesso alle case popolari, nelle graduatorie per i contributi assistenziali e nei i posti per i servizi sociali.
Il periodo di crisi fa sì poi che giustamente molte famiglie viterbesi reclamino assistenza, politiche attive per il lavoro e una risposta efficace all’emergenza abitativa. E vedersi ogni volta scavalcare da persone straniere non fa altro che alimentare il razzismo e l’intolleranza, senza risolvere i problemi. Una politica lungimirante e concreta deve lavorare per arginare questi sentimenti, altrimenti l’odio razziale e la discriminazione rischiano di prendere il sopravvento.
Forse non tutti sanno che anche la commissione europea ha recentemente archiviato la procedura di infrazione contro l’Italia che era stata messa nel mirino per via della scelta, in alcuni comuni, di prevedere punteggi aggiuntivi basati sulla residenza nei criteri di assegnazione degli alloggi pubblici. Per la commissione, questo sembrava inizialmente costituire “una discriminazione indiretta ai danni dei cittadini migranti e in violazione del diritto Ue”, accusa rivelatasi infine infondata.
Neanche l’Ue, quindi, ritiene che agevolare i propri cittadini sia una discriminazione. E di fatto non lo è: è necessario far valere il principio in base al quale coloro che per più tempo hanno contribuito alla crescita economica e sociale della nostra comunità (se non altro attraverso il pagamento delle tasse!) debbono vedere il loro contribuito riconosciuto attraverso la possibilità di usufruire di servizi.
Un principio, questo, che nulla ha a che vedere con la nazionalità: un cittadino straniero regolare che vive da 10 anni a Viterbo, lavora a Viterbo, che qui ha creato la sua famiglia e qui paga le tasse, avrà gli stessi diritti di un viterbese da generazioni. Ma questo non può valere per chiunque arriva dall’Europa e dell’extra-Europa e in pochi giorni vanta gli stessi diritti di chi vive e lavora nella nostra città da molto tempo. È una questione di giustizia sociale.
Noi crediamo che il modello di integrazione dei cittadini immigrati, comunitari ed extracomunitari, debba passare per il reciproco rispetto di costumi e tradizioni, per una maggiore attenzione dell’amministrazione comunale alle esigenze dei cittadini viterbesi, così da non ingenerare atteggiamenti di intolleranza e di odio razziale, nonché per un maggior impegno in materia di sicurezza urbana.
Viterbo2020 ha già proposto e ottenuto l’inserimento di questo criterio nella graduatoria per i posti degli asili nido, dove già oggi ogni anno di residenza corrisponde ad un punto in più fino ad un massimo di 10 punti.
Ma ora riteniamo giusto estenderlo a tutte le agevolazioni derivanti da politiche comunali e soprattutto ai criteri per l’assegnazione degli alloggi popolari: ci auguriamo che questa mozione, vista l’emergenza sociale, possa essere messa in discussione quanto prima.
Chiara Frontini – Consigliere comunale movimento civico Viterbo2020
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