Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Non venire sulla mia tomba piangendo. Non sono qui. Io sto vivendo. Sono l’alito del vento lieve, sono il brillio dei cristalli di neve. Sono la luce del sole sul grano, sotto la pioggia che cade piano.
Quando tu ti svegli al mattino io sono il volo mattutino dei tanti uccelli dal canto felice, sono quel che la luce delle stelle ti dice. Non venire alla mia tomba piangendo. Non sono qui. Non sto dormendo”.
Queste stupende parole sono scritte dietro alla foto del ricordo di Maria Rita Sermoneta, che ci ha regalato la sua mamma sabato scorso alla celebrazione di una messa a distanza di un anno dalla sua perdita.
Nella piccola chiesa delle Suore Carmelitane Scalze, a Ronciglione, che lei amava tanto, con il sottofondo delle musiche e canti tra cui l’Ave Maria, cantate e suonate sempre dalle suore, l’abbiamo ricordata come era.
Un avvocato brillante, certamente non silenziosa. La si sentiva arrivare in tribunale sin dalle scale. Autoritaria ma cortese, burbera ma divertente, arrabbiata ma sorridente. Un’amicizia che viene da lontano: io giovane impiegata, lei giovane avvocato. Con il tempo anche collaborativa, gratuitamente, con i nostri centri di ascolto per le donne, sempre generosa.
Impossibile dimenticarla, anche perché ci ha lasciato così velocemente che non abbiamo avuto il tempo neanche di dirle quanto le volevamo bene.
Se ne è andata silenziosamente, tutto il contrario di come aveva vissuto.
Ciao Maria Rita, il tuo sorriso e quello che ci hai lasciato sarà custodito gelosamente.
Daniela Bizzarri
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