Viterbo – Due cuccioli malati, spelacchiati e pieni di croste, morti poco dopo essere stati portati via dal canile.
Lo avrebbero scoperto due volontari di associazioni animaliste viterbesi.
“Non possiamo fare il nome della struttura – spiegao in una nota inviata ai giornali – perché presenteremo nei prossimi giorni un esposto in Procura, ma già lo scorso gennaio un’altra associazione animalista viterbese si era rivolta alla magistratura per lo stesso motivo di cui oggi scriviamo. Le foto che alleghiamo sono eloquenti e parlano da sole”.
Il sopralluogo al canile è di pochi giorni fa. I volontari, come si legge nella nota, “trovano due piccolini di circa due mesi arrotolati su una copertina lurida e nauseante in uno dei box della struttura. I cuccioli sono spelacchiati, malattici, pieni di croste, non si alzano nemmeno dal loro sporco giaciglio per fare incontro ai due visitatori, come avrebbero fatto se avessero avuto la tipica e dirompente allegria di due meticcetti gioiosi e in salute della loro stessa giovane età. Se ne stanno lì nell’apatia del cucciolo malato che va incontro alla morte”.
Nel fratempo, i volontari raccontano che una famiglia arriva al canile per adottare un cucciolo. “Viene scelto un cagnolino tra tre cuccioli in un box adiacente a quello dove si trovano i due malati. Sotto lo sguardo incredulo dei volontari l’operaio della struttura consegna agli adottanti il piccolo senza foglio di adozione e regolare chip e, cosa ancora più grave, senza alcuna documentazione sanitaria come libretto di vaccinazione e sverminazione”.
I volontari allertano i veterinari e fanno richiesta di ricovero dei due cagnolini in una struttura veterinaria. I due cuccioli muoiono a distanza di poche ore l’uno dall’altro: uno quasi subito, l’altro il giorno dopo.
Le associazioni animaliste si chiedono: “Quanti animali vengono lasciati morire senza cure con superficialità? Perché vengono ancora date in gestione queste strutture a privati e non ad associazioni animaliste, che lavorano per amore, disponibilità, passione, verso questi poveri animali? Perché nessuno controlla in queste strutture come vengono spesi i soldi dei cittadini? Perché chi dovrebbe controllare, verificare, vigilare e punire in caso di inadempienze, non lo fa?”.
E continuano: “Noi siamo volontari. Togliamo tempo alle nostre famiglie, attività, lavoro, per occuparci con amore, passione, sensibilità e compassione di animali indifesi ed è un’ingiustizia che nessuno riconosca il nostro lavoro e ci venga impedito di entrare. Quello che è certo, è che nel silenzio di una burocrazia senza etica si sono perse due vite”.
Il ringraziamenro del volontari va “ai gestori di altre strutture che, con il tempo, ci hanno aperto le porte e ci permettono di lavorare in modo costruttivo, collaborando tutti i giorni”.
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