Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica 31, all’indomani del primo consiglio europeo del giorno precedente, la festa provinciale dell’Unità ha dedicato il suo approfondimento politico all’Europa ospitando un confronto bipartisan tra i due più noti e importanti eurodeputati italiani: Roberto Gualtieri (PD), presidente della commissione Econ e Antonio Tajani (FI), vicepresidente della commissione Europea.
Moderato dall’editorialista de L’Unità Claudio Sardo il dibattito si è mosso nel solco dei temi trattati nel primo consiglio tenutosi poche ore prima; partendo dalla discussione sulle avvenute nomine ed in particolar modo su quella del ministro Mogherini ad Alto rappresentante degli esteri; una grande vittoria per il nostro paese chiamato a ricoprire un ruolo di prestigio che permetterà di dirigere, dal mese di novembre, e orientare le scelte della politica estera europea in una fase di enormi criticità a partire dalla drammatica crisi russo-ucraina in cui lâEuropa deve interpretare una posizione delicata per spingere ad una soluzione diplomatica del conflitto che, nel rispetto dei trattati internazionali, porti alla pacificazione in quei territori; analogamente alla vicenda ucraina l’Europa ha il dovere di giocare un ruolo chiave anche negli altri â purtroppo numerosi – focolai di guerra a partire dalle tensioni nel bacino del Mediterraneo.
L’altro nodo centrale su cui Sardo conduce il dibattito è la politica economica a fronte degli indirizzi applicati ai paesi debitori e delle politiche di austerità applicate che non hanno portato ai risultati agognati, evidenziando i limiti rintracciabili ed i possibili margini di manovra per ovviare allo scenario attuale.
Tajani si concentra essenzialmente sulla necessità di rilancio di politiche a sostegno dell’impresa per far ripartire l’economia non concentrandosi soltanto sul risanamento dei conti pubblici a partire dal taglio della spesa, ma anche su una politica industriale forte da sostenere ed implementare anche di concerto con gli Stati membri sottolineando la necessità di considerare Bruxelles come una seconda capitale dopo Roma; Gualtieri – ricordando gli impegni assunti dal Pd in campagna elettorale in materia di politica economica insiste sulla linea di una necessaria politica economica orientata agli investimenti interni che possa avvalersi di un governo economico europeo anche con la legittimità del Parlamento oltre che della Commissione, auspica un importante piano di investimenti.
In chiusura lo sguardo torna in Italia, all’Italia vista da Bruxelles; all’operato del governo che vede i due partiti, il Pd e Forza Italia, contrapposti e meno in sintonia rispetto agli equilibri europei in cui si collabora in maniera più distesa nell’interesse del Paese. Se da un lato Tajani taccia il Governo di un certo immobilismo e critica i celeberrimi 80 euro, dall’altro Gualtieri difede l’operato del Governo rivendicando la giustezza degli 80 euro come misura di redistribuzione della ricchezza alle fasce più deboli; il Pd – prosegue Gualtieri è ora un partito forte e di governo, si percepisce che finalmente si sta lavorando con un cambio di agenda e di impostazione.
Mettere mano alle riforme è cambiamento. Siamo maggioranza ed opposizione rivolgendosi a Tajani – ma stiamo collaborando e stiamo facendo le riforme insieme sulla nostra agenda. I sondaggi ci descrivono il dato positivo di un Pd in crescita ma noi non ci sediamo, abbiamo un’opportunità da cogliere costruendo consenso a partire dal territorio in una prospettiva italiana ed europea.
Segreteria provinciale Pd
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