Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Secondo quanto si legge nella relazione inviata il 23 agosto in forma ufficiale dal commissario straordinario dell’Ipab centro geriatrico Giovanni XXIII, nominato dalla giunta Zingaretti, a tutti gli organismi competenti (dalla Regione, agli assessorati competenti, al prefetto, al comune e alla Asl di Viterbo) l’attuale situazione del centro è inaccettabile e richiede un immediato intervento della Regione.
Dalla relazione risulterebbe infatti una gestione poco chiara nel corso degli anni nel rapporto tra l’Ipab regionale Giovanni XXIII e la Giomi, socio di minoranza della società rsa Giovanni XXIII, poi divenuta rsa Viterbo, che oggi producono un effetto e una ricaduta devastanti sul territorio, sia sul piano sociosanitario che occupazionale.
La relazione del commissario straordinario è stata protocollata ai destinatari ormai da più di dieci giorni, senza aver ricevuto alcuna risposta, mentre la società privata, che, sempre secondo la relazione del commissario, non ne avrebbe titolo, starebbe proprio in queste ore trasferendo l’attività in altri locali.
Sembrerebbe che l’Ipab, che gestisce una casa di riposo per anziani vecchia di alcuni secoli, nel corso del tempo volendo accrescere il proprio servizio assistenziale a favore degli anziani, senza fini di lucro, aveva acquisito sia l’autorizzazione che la convezione per la gestione di una rsa in una parte dei locali, appositamente ristrutturati.
A tal fine aveva associato un partner di minoranza per rendere tali servizi maggiormente efficienti. Ora detto partner non solo in pratica, intende “sottrarre” all’ente pubblico l’autorizzazione e la convenzione sulla base di una cessione di azioni, del resto mai onorata sul piano dei pagamenti, ma con il trasferimento dell’attività di cui in realtà è ancora titolare l’Ipab, metterà a rischio anche la chiusura del servizio di casa di riposo, facendo così cessare un ente assistenziale vecchio di secoli che per tanti anni ha rappresentato un centro qualificato per l’assistenza agli anziani.
Chiamiamo in causa il presidente Zingaretti, affinché vi sia un intervento immediato che faccia chiarezza sulla situazione e tuteli un patrimonio storico inestimabile per Viterbo, i livelli occupazionali e il servizio ai cittadini.
Sinistra ecologia e libertà Tuscia
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