Viterbo – (g.f.) – “L’ignoranza di chi dice che altri sono stupidi…”.
Pubblicata la notizia su Tusciaweb con cui Giuseppe Fioroni, su Esattorie e l’ammanco da quattro milioni e mezzo di euro per tributi riscossi e non versati nelle casse comunali, chiama in causa per stupidità la precedente amministrazione, passano pochi minuti e il telefono squilla.
E’ Giulio Marini. L’ex sindaco si gode qualche giorno di riposo fuori Viterbo, ma interrompe volentieri per qualche minuto il relax per replicare al deputato Pd.
“Sono contento che dopo quindici mesi – dice Marini – Fioroni abbia capito che non c’è stata connivenza. Ma non capisco come mai in diciotto anni che sta in Parlamento, anche da ministro, non si sia accorto che la stupidità non è dei comuni, ma di un Paese che lui ha contribuito a far cresce così com’è”.
Tutta questione di regole. “Si tratta di norme e qui si gioca la capacità dei politici di legiferare.
Noi non avevamo il controllo immediato sui flussi trasferiti da Esattorie al comune, per una ragione banale: chi riscuoteva i tributi per l’amministrazione non era tenuto ad avere un collegamento diretto in rete.
Lo abbiamo chiesto, ma ci hanno detto di no. Non avrebbero modificato i loro sistemi informatici, non essendo tenuti a farlo, ma noi i controlli li abbiamo sempre fatti.
Addirittura il ragioniere capo è anche andato a Isernia, sede della società per verificare il flusso che c’eravamo accorti essere non costante.
Ha dovuto minacciare di chiamare i carabinieri per verificare. Stupidità, come si vede non esiste, è un vuoto legislativo che ha colpito non solo Viterbo. Ecco come si sono formati i quattro milioni e mezzo.
Quando il ragioniere capo ha verificato, ci siamo tutelati. Aumentando la fideiussione da un milione e mezzo a tre milioni e richiedendo garanzie personali. Così facendo abbiamo salvato il posto di lavoro a diciotto persone.
Fra l’altro Esattorie Spa era una società elencata fra quelle di fiducia al ministero Economia e finanze.
La scelta l’abbiamo fatta quando il Cev in liquidazione non poteva proseguire l’attività e pure all’epoca abbiamo preso una decisione per proseguire il servizio e mantenere i livelli occupazionali”.
Poi è arrivato Michelini
“Il problema – sostiene Marini – è successivo e nasce con la nuova amministrazione. Entrando c’era forse tensione, hanno immaginato chissà cosa fosse successo.
Non c’è stata stupidità. Ma c’è stato qualcuno che doveva mettere una norma in grado di consentire alle amministrazioni di verificare in linea le riscossioni. Strano, non c’era, chissà perché, io non lo so”.
La conclusione di Marini è netta: “Mi meraviglio che Fioroni se ne accorga dopo quindici mesi – spiega Marini – forse chi gli riferisce lo fa nel modo non dovuto, per giustificare le inefficienze di quest’amministrazione.
Allora mette la croce sulla vicenda Esattorie.
Intanto diciotto lavoratori aspettano risposte e mi auguro che si apra presto uno spiraglio. In comune hanno fatto quindicimila annunci, compreso quello per la gara che servirà ad affidare il servizio riscossione, ma non si vede.
Che problemi hanno?”.
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