Caprarola – “L’importante è vivere bene, non vivere a lungo”.
A scrivere queste parole, più di un anno fa, era stato proprio Silvio Mecucci, il 43enne che lo scorso lunedì 22 settembre è morto nello schianto dell’ultraleggero su cui viaggiava all’Isola d’Elba, a poche decine di metri dall’aeroporto della Pila di Marina di Campo (fotocronaca – slideshow).
Ieri pomeriggio, a Caprarola, di fronte a una chiesa gremita uno dei suoi migliori amici ha letto una lettera che Silvio scrisse molto tempo fa. Si parlava della vita e della morte e lui, senza poter immaginare quale tragico destino lo avrebbe atteso alcuni mesi dopo, spiegava di non dare peso al tempo, ma alla qualità di come questo veniva impiegato.
“Non importa vivere a lungo – scriveva Silvio Mecucci – ma vivere bene. Tantissimi personaggi di spicco hanno vissuto poco, ma hanno lasciato un segno profondo su questa Terra. Questo è l’importante”.
In quel terribile incidente di una settimana fa è morto anche l’allievo di Mecucci, originario della provincia di Caserta e residente a Roma. Tra le prime ipotesi ci sarebbe un guasto al motore. A nulla è servito il tentativo disperato del pilota di compiere una manovra di emergenza.
I funerali di Mecucci sono stati celebrati dal vescovo Romano Rossi. Tantissimi i cittadini che hanno partecipato al dolore della famiglia, primo tra tutti il sindaco Eugenio Stelliferi. Molti anche i colleghi di Silvio dell’aeroporto Roma urbe.
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