Bolsena – La situazione della acque al lago di Bolsena è ottima, ma quella dell’impianto di depurazione è critica.
Occorrono interventi urgenti di manutenzione, in altre parole, soldi. Quei due milioni di euro, promessi da tempo della regione e mai arrivati. Altrimenti, i guasti con conseguenti sversamenti di liquami nel lago, sono sempre dietro l’angolo.
Il comune di Bolsena lo ha scritto, nero su bianco, al ministero all’Ambiente, rispondendo a una lettera in cui si chiedevano informazioni sullo stato di salute del bacino lacustre.
“Abbiamo fornito i dati dell’Arpa – spiega il sindaco di Bolsena Paolo Equitani – le uniche analisi ufficiali. Le acque sono balneabili, eccellenti e solo in un tratto buone”.
Meno bene sul fronte depuratore. “Un impianto vetusto – continua Equitani – e che dà continuamente problemi”.
Ormai in funzione da quindici anni, necessita di manutenzione. “Ricordo che il lago è demanio regionale – precisa Equitani – fino al 2008 la regione stanziava 500mila l’anno euro per la gestione, integrando i fondi del Cobalb.
Poi la società è passata in Talete, cui è stata ceduta la gestione, pure comuni come Bolsena sono entrati in Talete e i cittadini pagano in bolletta la depurazione.
I soldi da Roma si sono fermati e il costo di gestione è diventato insostenibile”. Con effetti visibili.
Frequenti sversamenti di liquami. Fortunatamente quest’estate, meno che in altri periodi.
L’impianto di depurazione è composto da venti sottostazioni di sollevamento che trattano i liquami portandoli ripetutamente dal basso verso l’alto.
Ogni impianto ha quattro pompe, dovrebbero funzionare due per volta a giorni alterni. Peccato che a causa di guasti, ne può rimanere anche una soltanto e se si blocca pure quella, i liquami vanno nel lago.
“Va pure considerato – continua Equitani – che la portata dei tubi è stata calcolata negli anni 70. Dopo si sono aggiunti san Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro e Gradoli, con un aumento del getto.
Sarebbe il caso di pensare a un tratto nuovo. Oggi tutti gli scarichi passano da Bolsena, Montefiascone e fanno tutto il giro del lago.
Logica vorrebbe che si realizzasse un nuovo braccio dall’altra parte del lago”.
Invece, anziché pianificare, si deve correre ai ripari. “Il sistema di telecontrollo non funziona più – rivela Equitani. Quando l’impianto di depurazione va fuori uso non arrivano segnalazioni. Serve un intervento del comune.
Il lago è demanio regionale, non un bene che appartiene solo a Bolsena e agli altri comuni che ci si affacciano. E’ un bene mondiale, non può essere sostenuto solo da quarantamila persone che ci vivono”.
Due milioni erano stati promessi già dall’amministrazione Polverini, ma siccome si trattava di soldi vincolati alla vendita d’immobili non andata a buon fine, i fondi non sono mai arrivati.
“Adesso – continua Equitani – sostengono che ci siano due milioni e 300mila euro. La situazione è grave e servono al più presto.
Ogni giorno le incertezze e le indeterminazioni aumentano”.
Ci sono poi le acque bianche e quelle nere. Nel tempo alcuni comuni le hanno separate. Altri no. Quando piove molto, se le pompe di sollevamento non riescono a smaltire tutto, si fermano. E l’eccedenza finisce nel lago.
“Tutto il sistema va rivisto – osserva Equitani – i progetti e le idee da mettere in campo li abbiamo chiarissimi in testa. Serve un impegno finanziario. Questo abbiamo scritto al ministero”.
La situazione al momento è sotto controllo. “Adesso è a posto – conclude Equitani – ma se c’è un problema come accaduto una settimana fa, i liquami fuoriescono.
Se si rompe una pompa e non ce n’è una di ricambio, occorre ripararla. Viene portata via e per due o tre ore i liquami vanno nel lago.
Così non è possibile continuare”.
Giuseppe Ferlicca
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