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“Meno F35 e più investimenti nella scuola”

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Pd - Il dibattito "La scuola che cambia"

Pd – Il dibattito “La scuola che cambia”

Raffaele Bonanni

Raffaele Bonanni

Giuseppe Fioroni, Raffaele Bonanni e Vito De Filippo

Giuseppe Fioroni, Raffaele Bonanni e Vito De Filippo

Pd - Il dibattito "La scuola che cambia"

Pd – Il dibattito “La scuola che cambia”

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Vito De Filippo

Vito De Filippo 

Francesco Lucisano

Francesco Lucisano

Pd - Il dibattito "La scuola che cambia"

Pd – Il dibattito “La scuola che cambia”

Raffaele Bonanni

Raffaele Bonanni

Viterbo – Stefania Giannini: assente.

All’appello dell’incontro sulla scuola in programma al Salus Terme la ministra all’Istruzione non c’è. Ma ha la giustificazione.

Firmata dal premier Renzi, che l’ha convocata di sabato e di buon mattino e non ha potuto partecipare all’appuntamento d’apertura della due giorni Pd.

C’è però, il segretario nazionale Cisl Raffaele Bonanni e pure il sottosegretario Vito De Filippo. In sala, una larga fetta della platea arriva dal mondo scolastico. E diversi rappresentanti Cisl, dalla segretaria provinciale Rosita Pelecca (fotogalleryslide – video).

Fra i relatori, c’è Giuseppe Fioroni, da ex ministro all’Istruzione ha una sua personale ricetta per trovare qualche soldo da investire nel settore: meno aerei F35 da acquistare e più investimenti nel mondo della scuola.

Per Bonanni, la riforma allo studio occorre vedere su cosa poggia: “Altrimenti ogni riforma avrà solo ragli e sarà destinata a deragliare.

Le riforme vanno collegate con le rappresentanze, la gente e le famiglie”.

Punto nodale, le assunzioni: “D’insegnanti – precisa Bonanni – ma anche bidelli, che sono il collante nel mondo scolastico.

Si parla di valutazione, siamo favorevoli. Ma chi lo fa? Il criterio va chiarito e deve essere di buonsenso e con motivazione trasparente.

I soldi, poi, se quelli che servono li tolgo da una parte e li metto in un’altra, non va bene. La ministra Giannini sta lavorando per trovare il 3 per cento di tagli da dare a Renzi.

Deve portare la sua somma per placare l’ira della commissione europea. Ma il costo della scuola per il 95% è per il personale”.

Non ci sono molti margini di manovra. Lo sa bene anche Giuseppe Fioroni, essendo anche passato dal ministero all’Istruzione.

“Per il 3 per cento che il premier chiede – dice Fioroni – qualche centinaio di milioni di euro da qualche parte occorre trovarli.

Ma il bilancio della scuola è incomprimibile, come la mia pancia. Per il 95 per cento.

Se dobbiamo trovare cinquecentomila euro di tagli, verranno a mancare cose interessanti, come la riqualificazione, gli aggiornamenti. In altre parole, chiedendo alla scuola ulteriori esborsi, si va a limitare le parti innovative del nuovo piano.

Forse, ma è un’idea mia che sono minoranza della minoranza della minoranza, se si comprasse qualche F35 in meno, qualche soldo da investire potremmo trovarlo”.

A Francesco Lucisano del ministero, il compito di sostituire la ministra. Il tema è “La scuola che cambia l’Italia”. E’ preparato.

“Più insegnamento d’inglese – precisa Lucisano – e digitale, dove siamo analfabeti, ma servono anche insegnamenti di economia, musica, per farla conoscere e praticarla, l’arte, coniugando tutto con l’esigenza degli studenti di trovare un domani, lavoro. Per fare questo servono più docenti, molti dei quali ci sono, ma impiegati come precari”.

Oggi il 10 per cento appena delle primarie è connesso in modo decente a internet e il 26 per cento le altre. Ce n’è di strada.

Giuseppe Ferlicca


Multimedia:  Raffaele Bonanni (foto – slide – video– Il ministro Beatrice Lorenzin (foto – slide – video) – Il ministro Maurizio Martina e l’europarlamentare Simona Bonafè (foto – slide– video

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