Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore, le scrivo per raccontarle una disavventura che mia madre sta vivendo da oltre due anni e che ha dell’incredibile.
La crisi non accenna a terminare, i soldi mancano, le società hanno difficoltà a riscuotere le bollette/fatture dai privati (figuriamoci dalla Pa) eppure ci sono ditte che si possono permettere di non riscuotere le bollette del consumo di gas da quasi due anni e mezzo.
Nell’ottobre del 2012 mi sono accorto che mia madre non aveva ricevuto l’ultima bolletta del gas e, siccome io l’avevo regolarmente ricevuta dallo stesso gestore, ho effettuato una verifica attraverso la quale mi sono reso conto che l’ultima che le era stata recapitata, e che risultava regolarmente pagata, era di aprile 2012.
Di conseguenza ho telefonato al call center per chiedere spiegazioni e l’operatrice mi ha subito riferito che c’era stato qualche problema sul sistema informatico. Contemporaneamente ha avviato una segnalazione e mi ha detto che entro natale si sarebbe sistemato tutto. A metà gennaio, invece, ancora nulla. Pertanto con un’altra telefonata al call center vengo a sapere che il problema non era stato risolto e che la soluzione sarebbe stata sollecitata dall’operatrice con un’altra segnalazione.
Nelle settimane e nei mesi successivi, dopo aver verificato che la bolletta non arrivava, ho effettuato ulteriori segnalazioni tramite il call center e sempre mi si rispondeva che c’era un baco al sistema informatico che non riuscivano a risolvere; che mia madre non era la sola a trovarsi in quella situazione (della serie mal comune mezzo gaudio) e che a breve la fattura sarebbe stata regolarmente emessa con possibilità di rateizzazione stante il cospicuo importo totale che andava accumulandosi da oltre un anno.
Ad agosto 2013, dopo l’ennesima verifica, ricontatto il call center per segnalare ancora il disservizio e l’operatrice, molto comprensiva, ha segnalato il problema attraverso un canale diverso chiedendo una verifica più approfondita. Finalmente a settembre 2013 ricevo un sms sul mio cellulare, da parte della società che riporto testualmente: “Gentile cliente, ti informiamo che la fatturazione per la tua fornitura riprenderà al completamento delle verifiche tecniche in corso. Grazie!”.
Speranzoso, ho pensato di essere arrivato alla soluzione del problema ma mi sbagliavo. A novembre telefono ancora per chiedere spiegazioni e l’operatrice mi risponde che le verifiche tecniche richiedono 90 giorni di tempo e mi suggerisce di telefonare allo scadere di tale termine. Io aspetto ancora fiducioso ma non succede nulla neanche al termine dei novanta giorni.
Pertanto, consigliato da un amico avvocato, il 29 dicembre 2013, scrivo una lettera con la quale rappresento il problema alla società e diffido la stessa dall’emettere una fattura relativa al totale dei consumi (di oltre un anno e mezzo) senza preavviso e senza possibilità di rateizzazione ampia e senza interessi.
A seguito di tale lettera ricevo una nota scritta, datata 31 dicembre 2013, con la quale la società mi scrive che “a causa di un’anomalia tecnica, si è verificato un ritardo nell’emissione della fattura per la fornitura . La informiamo che entro il mese di maggio 2014 la problematica sarà risolta e ciò consentirà la regolare periodicità di fatturazione”.
Speranzoso, di fronte ad un impegno scritto con una data certa, ho aspettato fino alla fine di maggio. A metà giugno 2014 ho segnalato per l’ennesima volta il problema citando anche la lettera con l’impegno scritto .
Il 24 giugno ricevo un altro sms con lo stesso messaggio del settembre 2013 secondo cui al termine delle verifiche tecniche (ma sul tipo di verifiche tecniche da effettuare nessuno mi ha mai saputo dare una risposta) la fatturazione riprenderà regolarmente. Oggi ho telefonato per l’ennesima volta al call center ed una operatrice molto educata e garbata mi ha risposto che non cè ancora nessuna novità, che il sistema potrebbe sbloccarsi tra un’ora, tra due mesi o tra chissà quando e che potevo solo inoltrare l’ennesimo sollecito.
Il prossimo 24 settembre scadranno i termini (fissati da chi non mi è dato di sapere) per le verifiche tecniche in corso ed io, in fondo in fondo (ma molto molto in fondo) nutro ancora qualche speranza che l’anomalia tecnica possa risolversi ma siccome, come cita un vecchio proverbio, chi di speranza vive, disperato muore, se il problema dovesse perdurare probabilmente chiederò, per conto di mia madre, di passare ad altro gestore.
Sembra che sia l’unico modo per far giungere in fretta la fattura che, ovviamente, mi riserverò di rateizzare in oltre tre anni.
Caro direttore, le chiedo: ma tutto ciò è normale?
Biagio Stefani
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