Viterbo – Bombardate nel 1944, sulle ex scuderie a Sallupara rischia di cadere un’altra e stavolta definitiva bomba.
Se entro il 16 ottobre il comune non darà seguito al protocollo stipulato con Carivit e Fondazione per il recupero, il milione di euro stanziato, l’istituto di credito lo investirà altrove.
Dopo settant’anni, sarebbe la definitiva condanna a morte.
A temere il tutt’altro che lieto fine, è Giulio Marini, oggi consigliere e ieri da sindaco, colui che nel gennaio 2012 sottoscrisse l’accordo. Quasi tre anni fa.
“Sono andato a informarmi alla Carivit – ricorda Marini – a luglio in commissione ho fatto inserire l’argomento della convenzione, con il milione di euro che l’istituto di credito ha stanziato a suo tempo per il recupero delle ex scuderie.
Mi avevano assicurato che era tutto a posto, erano pronti”.
Siccome fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio, Marini a distanza di mesi è andato di persona a controllare che tutto fosse veramente a posto.
“Ho voluto sincerarmene io stesso – precisa Marini – e mi è stato riferito che se entro il 16 ottobre non si darà avvio alle procedure previste dal protocollo d’intesa, ovvero, approvare il progetto e andare avanti con i lavori, la Cassa di risparmio lo ritira”. Quindi? “Vi comunico che mancano diciassette giorni alla data fatidica e ancora non c’è niente. La mia è una sollecitazione all’amministrazione Michelini.
Faccia in fretta, altrimenti perdiamo un milione di euro”. E con i soldi sfuma anche la possibilità di recuperare un pezzo importante del patrimonio in città, da troppo tempo in malora.
“Non solo il milione di euro – precisa Marini – perdiamo pure i 250mila euro per l’acquisto dell’area, i soldi che abbiamo speso per togliere i duemila metri cubi di terreno dall’interno dell’immobile, tutto il tempo e il denaro per le bombe che sono state tolte. Perdiamo tutto. Perché a luglio mi hanno garantito che era tutto a posto, invece siamo a fine settembre e a oggi così non è”.
All’epoca l’amministrazione Marini si occupò della bonifica, facendo togliere le bombe rinvenute all’interno delle scuderie, ma adesso potrebbe scoppiarne un’altra di bomba con un potenziale politico dagli effetti deflagranti.
Perdere un finanziamento da un milione di euro e la possibilità di recuperare un bene storico nell’abbandono da decenni, per farne un centro culturale e d’incontro.
“L’avevo detto in commissione – ricorda Marini – state attenti, che in un momento come questo, un milione non è cifra da poco. Potrebbe interessare pure altri e quindi cambiare destinazione”.
Del progetto di recupero per le ex scuderie se ne innamorò anche l’ex ministro Passera, quando era a capo del gruppo bancario di cui fa parte Carivit. Addirittura, avrebbe voluto anche essere presente all’inaugurazione.
Un desiderio che rischia di rimanere inesaudito.
Giuseppe Ferlicca
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