Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro sindaco,
ecco l’isola di prossimità sulla strada Tuscanese km 6,5. Le foto parlano da sole.
Bene adesso provi a telefonare al Comune di Viterbo fingendosi un cittadino qualsiasi che vuole lamentare lo stato di degrado del posto, l’inefficienza dei trasportatori che passano a discrezione, nonché la pericolosità di questi rifiuti ammucchiati nel raggio di 10 metri dai cassonetti che invadono la corsia di marcia, anche dell’autobus urbano linea 2 e che rimangono indisturbati per giorni e giorni sotto le centraline Telecom. Guai pensare a un incendio doloso o incidentale che vedrebbe coinvolte in modo grave tutte le linee di comunicazione dell’intera zona.
Bene signor sindaco, la risposta del Comune all’anonimo cittadino sarà questa: “mandi una lettera di protesta, non dipende da noi, i contratti con il personale di smaltimento non sono chiari, hanno un contratto che non prevede le urgenze e lo stato di necessità, il comune installerà telecamere e semmai provvederà a fare multe e poi la colpa è dei cittadini incivili che non rispettano l’ambiente”.
Risulatato sindaco? Lei attaccherà la cornetta impotente ed “imparpagliato”, come la definirebbe il maestro Camilleri, continuando miseramente a contemplare lo scempio e a domandarsi: che senso ha installare un’isola di prossimità in mezzo al nulla, in una zona che vede in prossimità solo tre numeri civici, totale dodici abitanti, dove quei cassonetti nonché la zona intera diventano meta di chiunque voglia scaricare indisturbato ogni genere di materiale?
A lei l’ardua sentenza!
Maria Serafina Di Marco
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