Viterbo – (g.f.) – Altro che rivoluzione, in comune sul termalismo l’acqua e il tempo continuano a scorrere inutilmente.
In barba ai tanto annunciati e ancora poco praticati cambiamenti.
Altra occasione persa, l’altra sera, la mancata approvazione dell’emendamento alla delibera d’indirizzo del bacino termale, passata in consiglio con i soli voti della maggioranza.
Si chiedeva di rivedere il piano Piscopo che stabilisce la disponibilità d’acqua e il pugno duro contro i pozzi abusivi.
“Come sempre – spiega il consigliere Gianmaria Santucci (Fondazione) – invece d’entrare nel merito e affrontare i problemi, hanno scelto di continuare a navigare a vista. Come da venti anni a questa parte.
L’emendamento era importante, perché attualizzando il piano ormai datato, si poteva capire quanti litri si hanno a disposizione e quindi trovare spazio per nuovi operatori, piuttosto che continuare a districarsi tra privati, oppure togliere acqua da una parte o prenderla dall’altra.
Continue beghe che non portano da nessuna parte.
Andava fatto quello che chiedeva la regione e che era scritto nell’emendamento”.
Tra l’altro, presentato dalla giunta, poi ritirato e fatto proprio dall’opposizione.
“Eppure la discussione sul bacino termale – ricorda Santucci – è stata rinviata proprio per attendere novità dalla regione, novità contenute nell’emendamento.
Altrimenti il punto poteva essere approvato a fine luglio. Invece nulla.
Si è preferito mancare di rispetto a tanti imprenditori che vogliono investire e alla stessa regione.
Michelini e Deli Iaconi dovrebbero essere più seri e fare meno chiacchiere.
Capisco che non l’età si torna bambini, ma anche tutta la storia dell’emendamento presentato, poi ritirato, sostenendo che non l’avevano nemmeno proposto, non s’è mai vista”.
Rivedere il piano Piscopo e il pugno duro verso i pozzi abusivi era un segnale che andava lanciato. “Aggiornandolo – conclude Santucci – si capirebbe l’esatta portata, aumenterebbe, stemperando anche i problemi che oggi esistono con i gestori delle Terme dei Papi”.
Invece a palazzo dei Priori preferiscono lasciare scorrere. Acqua e tempo. Inutilmente.
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